Il gioiello arabo-normanno sull’antica via dei pellegrini: alla scoperta della Chiesa di Santa Cristina La Vetere
La chiesa di Santa Cristina La Vetere di Palermo
Terrazze, campanili, chiese sconosciute, palazzi privati, giardini, ex fabbriche, manifatture artigiane: sono 130 quest’anno i luoghi che il Festival "Le Vie dei Tesori" apre nei cinque weekend compresi tra il 5 ottobre e il 4 novembre a Palermo, la città Capitale della Cultura 2018 dove la manifestazione è nata nel 2006 e dove è giunta alla sua dodicesima edizione.
La città si trasforma così in un museo diffuso e narrato, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner.
Sulla via che un tempo conduceva i pellegrini all’interno della città, fu costruita nel 1174 la Chiesa di Santa Cristina La Vetere, per volere dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio. L'edificio è un esempio della migliore architettura islamica di epoca normanna. Si decise di dedicarla a santa Cristina, patrona della città prima di santa Rosalia, poiché in questo luogo vennero trasferite le reliquie della martire.
Realizzata interamente in tufo, si presenta all’esterno come un grande cubo squadrato, mentre all’interno, tra le sobrie architetture dei pilastri e le possenti arcate in stile arabo-normanno, si trovano affreschi e stucchi barocchi. Oggi parte della chiesa risulta inglobata in costruzioni adiacenti, ma ciò che rimane è di grande suggestione.
La visita ha una durata di 20 minuti e non accessibile ai disabili.
La città si trasforma così in un museo diffuso e narrato, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner.
Sulla via che un tempo conduceva i pellegrini all’interno della città, fu costruita nel 1174 la Chiesa di Santa Cristina La Vetere, per volere dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio. L'edificio è un esempio della migliore architettura islamica di epoca normanna. Si decise di dedicarla a santa Cristina, patrona della città prima di santa Rosalia, poiché in questo luogo vennero trasferite le reliquie della martire.
Realizzata interamente in tufo, si presenta all’esterno come un grande cubo squadrato, mentre all’interno, tra le sobrie architetture dei pilastri e le possenti arcate in stile arabo-normanno, si trovano affreschi e stucchi barocchi. Oggi parte della chiesa risulta inglobata in costruzioni adiacenti, ma ciò che rimane è di grande suggestione.
La visita ha una durata di 20 minuti e non accessibile ai disabili.
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