In scena il "Concerto della memoria" con Omer Meir Wellber e il corpo di ballo del Teatro Massimo
Con un concerto di musica da camera che rende omaggio alla "Giornata della Memoria" si apre, giovedì 27 gennaio alle 20.30, in Sala grande la stagione 2022 dei concerti del Teatro Massimo con un programma di musiche di Alfred Schnittke, Max Bruch, Ciprian Porumbescu, Fritz Kreisler, Jacob Gade e della tradizione klezmer.
Al pianoforte e alla fisarmonica il direttore musicale Omer Meir Wellber che ha chiamato ad affiancarlo la spalla dell’orchestra del Teatro Massimo, Silviu Dima, al violino, e il grande violoncellista Jan Vogler, solista d’eccezione la cui carriera si è incrociata con quella delle più importanti orchestre e dei più importanti direttori di oggi e che vanta numerose composizioni composte espressamente per lui da artisti contemporanei. Interviene con una performance il corpo di ballo del Teatro Massimo diretto da Davide Bombana.
Il concerto è un omaggio alla grande e rigogliosa tradizione musicale che rischiò di essere spazzata via dal nazismo in quella vasta area geografica che si estende dalla Germania alla Russia, dalla Danimarca alla Romania, zone tra le più duramente colpite dagli orrori della guerra e della persecuzione contro ebrei, omosessuali, oppositori politici, minoranze.
Il "Concerto della memoria" è preceduto alle 19.00 in Sala Onu da una conferenza del filosofo Stefano Catucci, docente di Estetica all'Università di Roma, "La Sapienza" per il ciclo "Invito all’ascolto" a cura dell’associazione "Amici del Teatro Massimo".
Al pianoforte e alla fisarmonica il direttore musicale Omer Meir Wellber che ha chiamato ad affiancarlo la spalla dell’orchestra del Teatro Massimo, Silviu Dima, al violino, e il grande violoncellista Jan Vogler, solista d’eccezione la cui carriera si è incrociata con quella delle più importanti orchestre e dei più importanti direttori di oggi e che vanta numerose composizioni composte espressamente per lui da artisti contemporanei. Interviene con una performance il corpo di ballo del Teatro Massimo diretto da Davide Bombana.
Il concerto è un omaggio alla grande e rigogliosa tradizione musicale che rischiò di essere spazzata via dal nazismo in quella vasta area geografica che si estende dalla Germania alla Russia, dalla Danimarca alla Romania, zone tra le più duramente colpite dagli orrori della guerra e della persecuzione contro ebrei, omosessuali, oppositori politici, minoranze.
Il "Concerto della memoria" è preceduto alle 19.00 in Sala Onu da una conferenza del filosofo Stefano Catucci, docente di Estetica all'Università di Roma, "La Sapienza" per il ciclo "Invito all’ascolto" a cura dell’associazione "Amici del Teatro Massimo".














