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"L'altro, lo stesso": ZACentrale apre le porte alla città con la prima mostra della Fondazione Merz

  • Cantieri Culturali alla Zisa - Palermo
  • Dal 25 ottobre 2021 al 27 marzo 2022
  • Visitabile da martedì a domenica, dalle ore 10.00 alle 18.00
  • Gratuito
Rosa Guttilla
Giornalista

Una vista dall'alto della prima installazione allo spazio ZACentrale ai Cantiari alla Zisa di Palermo

Ad inaugurare il triennio di attività della Fondazione Merz a Palermo, negli spazi che gli sono stati assegnati all’interno dei Cantieri Culturali della Zisa, nella fattispecie il padiglione dello ZACentrale, è la mostra al titolo “L’altro, lo stesso”, curata da Beatrice Merz e Agata Polizzi.

Lo avevano annunciato a fine maggio e, rispettando i tempi, la Fondazione inaugura la sua “permanenza artistica” con il primo grande evento, una mostra collettiva, che rimarrà allestita fino al marzo 2022.

Il percorso espositivo include opere degli artisti internazionali Lida Abdul, Rosa Barba, Alfredo Jaar, Emily Jacir, Joan Jonas, Mario Merz, Marisa Merz, Lawrence Weiner e un’opera sonora del duo di artisti internazionali ma palermitani d’adozione Silvia Maglioni e Graeme Thomson, commissionata per questa occasione.

Sulla facciata dell'edificio, invece, una scritta di Antonio Gramsci che invita ad una profonda riflessione: “Il vecchio mondo sta morendo, quello nuovo tarda a comparire, e in questo chiaroscuro nascono i mostri”, recita.



Varcando la soglia un’altra frase, questa volta dello scrittore Louis Borges, che - come ha sottolineato la curatrice Agata Polizzi - vuole essere una sintesi di ciò che si trova nel percorso espositivo, dove si trovano a convivere, in armonia, le opere d’arte, così come le piante.

«Queste opere sono innesti - ha continuato - testimonianze di vita degli artisti che gettano un seme di curiosità nei visitatori». Il tema dell’ambiente, della natura in generale e soprattutto della cultura come fonte germinativa, la si ritrova anche nel nome affidato alla biblioteca, composta al momento da 400 volumi, “Talea”.

Presentate come parti di un autentico ecosistema, le opere mantengono ciascuna piena autonomia di linguaggio: il dialogo tra diverse generazioni di artisti, distanti nel tempo e nelle intenzioni culturali, diventa una rete collettiva in cui ogni intervento contribuisce al concetto e alla funzione dell'insieme.

Alcune delle opere selezionate sono state rimodulate appositamente per la mostra e parte di esse testimoniano gli interventi della Fondazione Merz a Palermo degli scorsi anni.

La maggior parte dei lavori di Marisa Merz presentati in “L’altro, lo stesso” poi sono inediti.

Tra le opere storiche firmate dall’artista anche il video “La conta” del 1967 che si affianca alla rassegna di video storici d’artista realizzati negli anni Settanta da Gerry Schum per la serie Identification, allora destinata alla televisione, che completa il percorso espositivo.

Perno dell'allestimento è “Pietra serena sedimentata depositata e schiacciata dal proprio peso”, così che tutto quello che è in basso va in alto e tutto quello che è in alto va in basso, soprelevazione e opera incerta di pietra serena di Mario Merz.

La storica opera dalle dimensioni monumentali esprime i quanto mai attuali concetti di sostenibilità attraverso l’impiego di frutti e verdure che, nel progetto di mostra, entreranno a far parte di un ciclo di trasformazione e di nutrimento attraverso la condivisione delle pratiche sociali di Noz – Nuove Officine Zisa, i cui spazi sono contigui a quelli dello ZAC.

«La riflessione dalla quale sono scaturite le varie parti del progetto di ZACentrale nascono da un tema straordinariamente urgente, quale quello dell’ambiente e del ruolo che in esso gioca l’uomo quale agente di trasformazione. I termini di coltura e cultura condividono ben più di un etimo comune – commentano le curatrici Beatrice Merz e Agata Polizzi - L’arte, se considerata nutrimento da coltivare e far crescere, ritrova il proprio senso più autentico, quello di bene comune da condividere. Questa riflessione non può che irrompere in scena fin dalla mostra inaugurale».

Del resto il progetto ZACentrale, dalla sua presentazione, ha manifestato la volontà di trasformare la ZAC - Zisa Arti Contemporanee in una centrale energetica e al tempo stesso in una stazione da cui possano prendere le mosse viaggi che siano a un tempo partenze e ritorni, accoglienze e slanci.

Lungi dal limitarsi al solo spazio della ZAC, il programma prevede percorsi, relazioni e contaminazioni tra varie parti della città di Palermo: dagli antichi palazzi alle estreme periferie, dai luoghi del lavoro a quelli dello sport e dell’aggregazione, senza escludere le aree della cosiddetta marginalità.

«Già dalle prossime settimane - ci ha detto Beatrice Merz - accoglieremo in questi spazi momenti musicali e poi a dicembre ci sono in programma anche altre attività, e via via un corollario di iniziative ma sempre con lo stesso filo conduttore».

E “per non smarrire la strada” come hanno detto le curatrici, a seguire tutte le iniziative è stato formato anche un comitato scientifico internazionale composto da: Suad Amiry scrittrice e architetto, Manuel Borja-Villel direttore del Museo National Centro de Arte Reina Sofía Madrid, Caroline Bourgeois conservatrice e curatrice della Collection Pinault Paris, Giulia de Spuches professore ordinario di geografia culturale Università di Palermo, Samuel Gross curatore responsabile delle esposizioni di MAH Genève, Salvatore Tedesco professore ordinario di estetica Università di Palermo e coordinatore DAMS-Palermo.

Il percorso espositivo include opere degli artisti Lida Abdul, Rosa Barba, Alfredo Jaar, Emily Jacir, Joan Jonas, Mario Merz, Marisa Merz, Lawrence Weiner e un’opera sonora
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