L'ironia pungente di Pirandello va in scena a Palermo: i mille guai di Don Lollò Zirafa
Foto di scena dallo spettacolo "La Giara"
Una giara spaccata, un proprietario ossessionato e un artigiano troppo sicuro di sé sono i protagonisti di uno dei capolavori di Luigi Pirandello. "La giara" va in scena al teatro Sant’Eugenio di Palermo in una nuova messa in scena firmata da Marco Pupella, tra umorismo pungente e irresistibile ironia.
Lo spettacolo è previsto per due weekend, dal 21 febbraio all'1 marzo, il sabato alle ore 21.00 e la domenica alle ore 17.45.
Don Lollò Zirafa, il protagonista della vicenda, è ricco, taccagno e vede dappertutto nemici che vogliono depredare i suoi beni.
Essendo di carattere litigioso, non perde occasione di citare in giudizio i suoi presunti avversari spendendo una fortuna in liti e facendo spesso perdere la pazienza al suo consulente legale, che non vede l'ora di toglierselo di torno.
Dopo l'acquisto di un'enorme giara per conservare l'olio della nuova raccolta, accade un fatto strano: per ragioni misteriose, il grosso recipiente viene ritrovato perfettamente spaccato in due, fatto che fa montare Zirafa su tutte le furie.
La giara potrà essere riparata da Zi' Dima, un artigiano del posto che si vanta di avere inventato un mastice miracoloso.
Ma Zirafa non si fida, e insiste affinché il conciabrocche renda più sicura la saldatura usando anche dei punti di fil di ferro.
Per conoscere il finale, basta non perdere l'appuntamento in teatro.
In scena un cast composto da Massimiliano Sciascia, Leonardo Campanella, Daniela Pupella, Fabiola Arculeo, Mirko Ingrassia, Valentino Pizzuto, Francesco Grisafi, il piccolo Gioele Seidita e la soprano Maria Elisabetta Trupiano.
Scene e costumi sono del teatro Sant'Eugenio, mentre il progetto luci e suono è affidato ad Alessandro Pupella.
Lo spettacolo è previsto per due weekend, dal 21 febbraio all'1 marzo, il sabato alle ore 21.00 e la domenica alle ore 17.45.
Don Lollò Zirafa, il protagonista della vicenda, è ricco, taccagno e vede dappertutto nemici che vogliono depredare i suoi beni.
Essendo di carattere litigioso, non perde occasione di citare in giudizio i suoi presunti avversari spendendo una fortuna in liti e facendo spesso perdere la pazienza al suo consulente legale, che non vede l'ora di toglierselo di torno.
Dopo l'acquisto di un'enorme giara per conservare l'olio della nuova raccolta, accade un fatto strano: per ragioni misteriose, il grosso recipiente viene ritrovato perfettamente spaccato in due, fatto che fa montare Zirafa su tutte le furie.
La giara potrà essere riparata da Zi' Dima, un artigiano del posto che si vanta di avere inventato un mastice miracoloso.
Ma Zirafa non si fida, e insiste affinché il conciabrocche renda più sicura la saldatura usando anche dei punti di fil di ferro.
Per conoscere il finale, basta non perdere l'appuntamento in teatro.
In scena un cast composto da Massimiliano Sciascia, Leonardo Campanella, Daniela Pupella, Fabiola Arculeo, Mirko Ingrassia, Valentino Pizzuto, Francesco Grisafi, il piccolo Gioele Seidita e la soprano Maria Elisabetta Trupiano.
Scene e costumi sono del teatro Sant'Eugenio, mentre il progetto luci e suono è affidato ad Alessandro Pupella.
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