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L'ultimo weekend con i "Borghi dei Tesori": in viaggio tra i luoghi da vedere in Sicilia

Balarm
La redazione
Nel terzo e ultimo weekend - sabato 23 e domenica 24 maggio - il festival dei "Borghi dei Tesori" mette alla prova la scelta dei visitatori perché i borghi coinvolti sono tanti. 

COME PARTECIPARE
Come nel Festival delle città, un coupon da 18 euro vale per 10 visite, un coupon da 10 euro per 4 visite mentre per le visite singole è previsto un coupon di 3 euro. Si consiglia di prenotare soprattutto per le degustazioni. I coupon sono disponibili online sulla piattaforma delle Vie dei Tesori e negli infopoint in ciascun borgo. Nel portale sono disponibili le schede dei diversi luoghi, esperienze e passeggiate nei borghi, e tante curiosità oltre a ogni altra informazione sul festival e il calendario degli itinerari in bus.

PROVINCIA DI PALERMO
Bisacquino (clicca qui per maggiori dettagli)
Da Busakkinu passarono sicani, greci, elimi, romani e saraceni, e partì per le Americhe la famiglia di Frank Capra con il regista piccino, percorrendo il tragitto che fecero migliaia di emigranti: oggi tutto il borgo è coinvolto in un recupero dei vicoli e del territorio, guardati a vista dal Monte Triona da dove, nelle giornate limpide, si staglia in lontananza l’Etna. Durante questa edizione del festival fa rete insieme a Chiusa Sclafani e Giuliana in un unico itinerario tra leggende, miracoli e devozione.

Chiusa Sclafani (clicca qui per maggiori dettagli)
Un merletto di stucchi, chiese che paiono scrigni preziosi del tutto inattesi: Chiusa Sclafani, fuori dai circuiti turistici, ha saputo mantenere intatto il suo segreto profondamente barocco. Visitarla vuol dire scoprire un borgo autentico, un gioiello scelto anche dagli artisti. 

Giuliana (clicca qui per maggiori dettagli)
Arrampicata su un monte, tra alberi e antiche pietre, Giuliana guarda dall’alto la valle del Sosio, all’ombra del maestoso Castello di Federico II, uno dei meglio conservati della Sicilia. Fino al 1185, sul monte dov'è adesso si trova il borgo, sorgeva un casale, che apparteneva alla “gens Julia” (da qui il nome).

Prizzi (clicca qui per maggiori dettagli)
Prizzi è un autentico museo a cielo aperto arroccato a mille metri sul mare, nella provincia di Palermo. Di giorno sembra un nido d'aquile, di notte un presepe. Le sue origini sono antichissime: non arabe, come spesso si crede, ma greche, come dimostrano il nome e la posizione strategica. Gli archeologi pensano di aver individuato qui l’antica Hippana sulla Montagna dei Cavalli, a 1007 metri.

San Mauro Castelverde (clicca qui per maggiori dettagli
Con un volo d’incanto si arriva a San Mauro Castelverde, da un lato guardando le Madonie di cui il paese fa parte e dall’altro i Nebrodi. Il borgo, che esisteva già ai tempi dei Normanni, scruta le Eolie dall’alto di un rilievo che degrada dolcemente verso il mare. Si espande dal suo mitico castello scendendo lungo la montagna, con il suo impianto medievale. Custodisce chiese monumentali con opere del Gagini e preziosi ipogei affrescati con scene della Bibbia nel quattrocentesco monastero della Badia.
 
PROVINCIA DI CATANIA
Licodia Eubea (clicca qui per maggiori dettagli
Tra le sue chiese, citate persino da Giovanni Verga, e i vicoli che profumano di torrone e pecorino, si snoda una suggestiva passeggiata che ripercorre i riti della Settimana Santa, molto sentita dalla comunità, toccando i luoghi sacri del paese.

PROVINCIA DI TRAPANI
Partanna (clicca qui per maggiori dettagli
Per la prima volta al festival, Partanna sorge su una collina a 408 metri, e le sue radici affondano nel paleolitico: lo raccontano i reperti del sito archeologico di Contrada Stretto, con le tombe a camera e quel sistema di fossati ancora da decifrare.

PROVINCIA DI AGRIGENTO
Montevago (clicca qui per maggiori dettagli
Pronunci una data, 1968, e il tempo si ferma. Il terremoto del Bélice sconvolse e azzerò la vita in diversi paesi e tra questi Montevago che venne praticamente rasa al suolo e fu ricostruita poco lontano. Oggi la visita all’antico borgo distrutto è un vero viaggio doloroso nella memoria: tra le rovine delle case, si intuisce la pianta cittadina che ha il suo cuore nella Chiesa Madre distrutta che dopo oltre mezzo secolo, è stata messa in sicurezza e si può raggiungere.

Sant’Angelo Muxaro (clicca qui per maggiori dettagli
Addentrarsi nei vicoli vuol dire ritrovare artigiani, pastori, sapori e lentezza antica, le grotte d’acqua, la necropoli Grotticelle, e la tomba del Principe, la più famosa tholos della Sicilia.

PROVINCIA DI SIRACUSA
Cassaro (clicca qui per maggiori dettagli
Araba, lontana, sembrerebbe che Cassaro tragga il suo nome dall’arabo Kars che vuol dire castello, fortezza, altri la identificano con l’antichissima e misteriosa cittadina sicula di Cacyrum. Durante il festival, il minuscolo e antico borgo – il più piccolo della provincia di Siracusa e tra i meno abitati della Sicilia con appena 700 residenti – si anima di tradizioni e riti che affondano le radici in un passato millenario. 

PROVINCIA DI MESSINA
Frazzanò (clicca qui per maggiori dettagli)
È impossibile non perdersi nel verde se si deve raggiungere Frazzanò: un mucchio di case adagiate con grazia nel parco dei Nebrodi, lungo la vallata del fiume Fitalia, alle pendici della “Timpa”. Il nome del piccolo paese, nato sotto l’occupazione araba in Sicilia, secondo una tradizione deriva dalla presenza di molti alberi di faggio, la cui ghianda in dialetto era chiamata "frazza".
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