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La fotografia nel tempo dell'isolamento creativo: 100 autori per la mostra (gratuita) "Sine Die"

Balarm
La redazione

Una delle opere visibili alla mostra "Sine Die" (part.)

"Sine Die" è una locuzione latina traducibile come senza fissare il giorno (letteralmente senza giorno). L'idea di non conoscere una scadenza, di non avere un termine chiaro di paragone e di fine del fenomeno pandemico in atto, ha fatto letteralmente impazzire una larga fascia della popolazione. L’uomo ha dovuto prendere atto della sua fragilità.

Questo è il senso del nome dato al progetto, dalla piattaforma online alla mostra, promossa e realizzata dalla Fondazione OELLE Mediterraneo antico e co-organizzata dal Comune di Catania nelle sale del Palazzo della Cultura, che ripercorre attraverso lo sguardo di oltre 100 autori le complesse dinamiche sociali che il mondo sta vivendo quotidianamente al tempo del Coronavirus.

L'esposizione, fortemente voluta da Ornella Laneri (Presidente Fondazione OELLE Mediterraneo antico) per supportare, con un progetto unico e internazionale, la città etnea privata di offerte culturali dall'emergenza sanitaria da Covid-19, sarà fruibile tutti i giorni, ad ingresso libero, fino al 4 ottobre



«"Sine Die" è un progetto che conferma Catania come uno dei centri propulsivi dell'arte contemporanea - spiega Barbara Mirabella, Assessore alla pubblica istruzione - con un rilievo che va oltre i confini nazionali. L’arte è il nostro cavallo sulla scacchiera dell'emergenza sanitaria in atto, l'unico in grado di fare una mossa a sorpresa, pronto a essere in prima fila verso un nuovo Rinascimento dalle macerie del Covid-19». 

Stampate in formato 50x70 cm e ciascuna abbinata a un testo dell'autore (una poesia, un pensiero, un saggio breve), entrambi scaturiti dal tempo per la riflessione che ha portato con sé il lockdown, le 122 fotografie selezionate in mostra si susseguono nelle sale del Palazzo della Cultura di Catania tra immagini iconiche ed emozionanti.

A partire dalla testimonianza da Bergamo di Mario Cresci (Chiavari, 1942), un maestro che la fotografia l'ha reinventata, elevandola al rango di arte visiva. Fino ad arrivare allo scatto di Michael Christopher Brown (Skagit Valley, Washington, 1978), il famoso fotoreporter americano per National Geographic, Time, New York Times Magazine. 

Con esiti sorprendenti, gli autori coinvolti (molti artisti professionisti) hanno prodotto dei lavori fuori dai tradizionali schemi, ricorrendo a sperimentazioni dagli esiti sorprendenti, con uno sguardo obliquo sull’attualità stra-ordinaria che stiamo vivendo. 

La scelta di esporre fotografie e testi intende sottolineare lo stretto legame che intercorre, sin dalla loro invenzione, tra questi due linguaggi. 

La mostra è accompagnata da un catalogo, a cura di Carmelo Nicosia, edito dalla Fondazione OELLE.

Palazzo Platamone (Palazzo della Cultura)

Via Vittorio Emanuele II - 95131 Catania (Ct)
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