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"Le parole rubate" a Falcone e Borsellino: il drammatico monologo di Palazzolo e Palazzotto a Gibellina

Nicoletta Fersini
Giornalista e Fotografa

I giornalisti Salvo Palazzolo e Gery Palazzotto

Sono le 17 circa di un sabato pomeriggio estivo, un terribile boato esplode in città: quel 19 luglio 1992 resta una data indelebile per i siciliani, e non solo. E il 19 luglio di quest'anno anche le Orestiadi di Gibellina (leggi qui per saperne di più) dedicano una serata alla memoria di Paolo Borsellino, che in quella triste data perse la vita per mano della mafia.

E lo fa portando in scena "Le parole rubate", scritto dai giornalisti Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo, interpretato da Gigi Borruso e accompagnato dalle musiche scritte da Marco Betta, Diego Spitaleri e Fabio Lannino eseguite dal vivo da Diego Spitaleri (piano, tastiere) e Fabio Lannino (chitarra, basso).

"Le parole rubate" è il drammatico monologo di un uomo che prova a ricostruire i tasselli di un puzzle rimasto incompiuto per un quarto di secolo.

Chi ha rubato le parole di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Ruota attorno a questa domanda la storia, che prende le mosse da due episodi.

Il primo, il 23 maggio 1992, quando quattro ore dopo la strage di Capaci due magistrati e un ufficiale dei carabinieri entrano nell’ufficio di Giovanni Falcone, si guardano intorno e non toccano nulla: lasciano lì i computer, i documenti e gli appunti del magistrato appena assassinato. Entrano, guardano e se ne vanno.

Il secondo, cinquantasette giorni dopo, quando Borsellino scende dalla sua auto blindata con la sigaretta in mano, poi l'esplosione. E la sua inseparabile agenda rossa, inspiegabilmente, sparisce.

Da Capaci a via d’Amelio, la storia di quei cinquantasette giorni è il resoconto di un’epidemia di distrazione collettiva. A 25 anni di distanza si ricostruisce, per la prima volta, il più grande cambio di scena a sipario aperto che la nostra democrazia ricordi. 

Si racconta di quando in un’eclissi della democrazia, nel buio del vuoto di potere, entrarono in azione gli specialisti del depistaggio che, seguendo un metodo ben collaudato, sottrassero le parole più importanti dei due magistrati assassinati.

Per partecipare è necessario acquistare i ticket online sul sito web della Fondazione Orestiadi: il biglietto intero ha un costo di 15 euro; il ridotto ha un costo di 10 euro ed riservato a studenti universitari (in possesso di libretto in corso di validità), giovani under 25, residenti nel Comune di Gibellina, soci Unpli, possessori biglietto Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, possessori biglietto di Siracusa Teatro Greco Stagione 2019, Fondazione INDA e CRAL dipendenti Regione Siciliana (con tessera in corso di validità).

Fondazione Orestiadi

Baglio di Stefano, Contrada Salinella - 91024 Gibellina (Tp)
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