"Monumento al cadere": si inaugura l'opera urbana di Stefania Galegati
Con l’intervento urbano di Stefania Galegati, domenica 19 marzo alle 12, in piazza Indipendenza, si inaugura il terzo appuntamento di "Rizòmata", un progetto artistico ideato e organizzato da Cosessantuno Artecontemporanea col patrocinio del Mibact, a cura di Antonella Marino.
Il progetto si articola in cinque personali e una collettiva finale, anticipate da una tavola rotonda rientrante nel programma di lavoro e di pianificazione proposto dagli Studi legali.
Presupposto comune, come suggerisce il titolo, è l’idea di un confronto reticolare tra saperi e punti di vista, che focalizza l’attenzione sui "beni comuni" naturali e culturali.
La Galegati propone una modalità partecipata di relazione con il territorio, attraverso la realizzazione di un inedito "Monumento al cadere", con apposita targa in marmo e doverosa cerimonia inaugurale.
Un memoriale in ricordo non di eroi, caduti in guerra o vittime di tragici incidenti, bensì di un albero: un grande pino marittimo abbattuto per cause violente, probabilmente un temporale. Il suo "cadavere" come espressione metaforica di una caduta, di un fallimento e una sconfitta, che si fanno occasione di rinascita e di rigenerazione per l’intera comunità.
Il progetto si articola in cinque personali e una collettiva finale, anticipate da una tavola rotonda rientrante nel programma di lavoro e di pianificazione proposto dagli Studi legali.
Presupposto comune, come suggerisce il titolo, è l’idea di un confronto reticolare tra saperi e punti di vista, che focalizza l’attenzione sui "beni comuni" naturali e culturali.
La Galegati propone una modalità partecipata di relazione con il territorio, attraverso la realizzazione di un inedito "Monumento al cadere", con apposita targa in marmo e doverosa cerimonia inaugurale.
Un memoriale in ricordo non di eroi, caduti in guerra o vittime di tragici incidenti, bensì di un albero: un grande pino marittimo abbattuto per cause violente, probabilmente un temporale. Il suo "cadavere" come espressione metaforica di una caduta, di un fallimento e una sconfitta, che si fanno occasione di rinascita e di rigenerazione per l’intera comunità.
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