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Presentazione del documentario "Repubblica libera dello Zen" di Nanni Reiter

Sarà presentato il documentario “Repubblica libera dello Zen” di Nanni Reiter, dedicato al giornalista e drammaturgo Salvo Licata, scomparso nel 2000. Il documentario è prodotto da Film Commission Regione Sicilia.

Il documentario è la storia dello Zen, dei suoi abitanti strappati dai catoi del centro, fuggiti dal centro fuggiti dal terremoto del '68 e dell'occupazione delle case popolari che ne segui della voglia di riscatto e del tentativo di rinascita di un intero quartiere ha inizio negli anni 70 da un articolo del giornale l'Ora dell'ottobre 1970 a firma proprio Salvo Licata. Gli assegnatari sono famiglie operaie di impiegati di artigiani piccoli commercianti e disoccupati.

Un forte gettito di presenze fu dato dal terremoto, era gente che veniva ad occupare le case alla spicciolata, per sfuggire alle trappole dei rioni consunti di Palermo, S.Pietro, la Magione, lo Spasimo. Fatti in seguito gli accertamenti queste famiglie oltre quattrocento furono riconosciute come aventi diritto all'alloggio popolare e vi sono rimaste. L'inchiesta mise in evidenza i problemi e il degrado in cui era costretto a vivere quel primo sparuto nucleo di "residenti" non esistevano strade illuminazione scuole ambulatori, in compenso proliferavano orde di topi e intere colline di immondizia. E da qui, dallo scalpore che suscitò il servizio un gruppo di giornalisti dell'Ora e di teatranti senza fissa dimora.

Scaldati e co. decise di trasferirsi allo Zen e di trovare uno spazio dove lavorare con i bambini del quartiere. Ma da subito emersero le reali esigenze degli abitanti a cui via via si aggiunsero altri che venivano dai rioni dimenticati del sottoproletariato palermitano. che scacciati dalla città avevano prima di tutto una urgenza abitativa. La mancanza assoluta di infrastrutture della zona e il bisogno di case creo una miscela esplosiva che sfocio poi nell'occupazione degli alloggi dell'Istituto case popolari. Il movimento fu appoggiato e sostenuto da quel Movimento che in quegli anni stava scuotendo l'intero paese e fu accolto a livello nazionale come un segno di riscossa, una sfida al potere.

Era il periodo in cui Danilo Dolci denunciava lo strapotere mafioso che aveva fatto della valle del Belice distrutta dal terremoto, il terreno di coltura degli affari sporchi grazie ai fondi distratti dalla ricostruzione. soldi che anziché sanare i danni del sisma finivano nelle mani della mafia. Ed erano gli anni di "Radio aut" e della voce forte, libera, ironica, irridente e coraggiosa di Peppino Impastato. E tanti scesero a Palermo per l'occupazione dello zen per quel sogno, quel barlume di speranza e di voglia di rinascita dei sottoproletari che accomunava tutti dagli operai di Mirafiori ai lavoratori dei cantieri navali di Genova e Palermo.

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