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Proiezione di "Matar es mi Destino" e "Mercati storici di Palermo"

  • Focus-Pa
  • Teatro delle Balate - Palermo
  • - Palermo
  • 28 maggio 2013 (evento concluso)
  • 20:00
  • 5 euro (ingresso singolo), 10 euro (tre proiezioni a scelta), 15 euro (abbonamento per tutte le proiezioni)
  • Per tutte le informazioni e le prenotazioni: 091.2735135

Per la rassegna Focus-Pa, una serie di interessanti documentari di Marco Battaglia, Gianluca Donati, Laura Schimmenti e Andrea Zulini prodotti da Playmaker e curati da Nello La Marca, si proiettano "Matar es mi Destino" e "Mercati storici di Palermo".

"Matar es mi Destino" è la storia di un film, l’ultimo del regista palermitano di B movies Pino Mercanti e l’unico prodotto da un parente del regista, dirigente di banca in pensione. Era il 1970: un contesto di profonde trasformazioni sociali che stavano per segnare la nostra storia. Il film in questione si intitolava "The Underground" (1970), ma in Spagna – paese coproduttore – uscì col titolo "Matar es mi Destino". Non fu un grande film: fu l’ultima opera di un regista che ha girato 22 film “ufficiali” tra gli anni ’40 e la fine degli anni ’60 (senza contare, naturalmente, tutti i documentari) e di cui, oggi, nessuno – forse giustamente o forse no – si ricorda più. Mettendo insieme ricordi di famiglia e ricerca storica, scavo antropologico nel cinema italiano degli anni ’60 e inchiesta psicologica, repertorio e riprese originali, brani di film, interviste, vecchi super8 e cinema digitale e con incursioni avanti e indietro nel tempo, il documentario "Matar es mi Destino" – che ironicamente riprende il titolo spagnolo di quel film - è una riflessione sul tema della memoria, personale e collettiva.

"Mercati storici di Palermo" racconta le antiche piazze di grascia, cioè i mercati storici radicati da tempo immemorabile nella città antica e tuttavia esposti alla concreta dinamica del divenire storico: da un lato la persistenza di modi di vita comunitari legati all’iperbole alimentare, che si svolgono ora come allora sulla piazza all’interno di luoghi tipici del mercato quali le taverne; dall’altro i nuovi e recenti apporti dovuti al pluralismo etnico e culturale degli immigrati che hanno modificato anche l’aspetto della domanda e dell’offerta delle merci.

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