Visita ai ruderi dell’antico paese
Visita ai ruderi dell’antico paese. Segue, al Convento dei Cappuccini, un incontro sul recupero a fini museali dei resti architettonici della Chiesa Madre. La Matrice di Salaparuta dedicata a Santa Caterina d’Alessandria (1700-1762), sorta sulla preesistente Chiesa quattrocentesca dedicata alla stessa Santa, era uno degli esempi più significativi del barocco siciliano per il prospetto monumentale e scenografico che si innalzava simile a torre. Dopo il terremoto del 1968, i grandi massi scolpiti del prospetto della Chiesa Madre, le sinuose volute, i capitelli scolpiti, i rosoni e i fiori intagliati, recuperati dalle macerie e accuratamente inventariati dalla Soprintendenza ai Monumenti, furono riuniti alla base del colle sul margine della nuova Salaparuta.
Il progetto di ricostruzione della facciata in funzione di quinta scenica, predisposto dal Rotary di Castelvetrano, era quello di utilizzarli come fondale del nuovo centro abitato. Il progetto, firmato dall’architetto Maria Gloria Martellucci e approvato dagli Organi competenti (Soprintendenza ai Beni Culturali, Genio Civile etc.), entusiasticamente sostenuto da Vincenzo Scuderi a quel tempo Soprintendente alle Gallerie della Sicilia, nel 1994 era già pronto a decollare, forte di uno stanziamento di 500 milioni delle vecchie lire (di cui alla L.R. 28/1/86): quel frammento di città perduta nella nuova Salaparuta doveva rappresentare un punto di riferimento per la popolazione, che nella familiare icona avrebbe ritrovato memoria del suo passato, di una Chiesa che, insieme al Castello, rappresentava il simbolo della sua secolare storia municipale. Ma, a questo punto, una improvvida sottoscrizione promossa da un comitato locale ne contestò il sito prescelto per la sua realizzazione col risultato che non se ne fece più nulla e i 500 milioni già stanziati vennero dirottati altrove.
La storia della mancata ricostruzione della facciata barocca si conclude miseramente con l’abbandono delle pietre scolpite nel sito stesso dove avrebbero dovuto rivivere e da allora sono passati quasi vent’anni di incuria e degrado, con continui e ripetuti furti e saccheggi.














