"Artisti siciliani dal XVIII al XXI secolo": la mostra a Palazzo Petyx
Una mostra che vuole raccontare due secoli di storia siciliana: arriva a Palazzo Petyx la mostra "Artisti Siciliani dal XVIII al XXI secolo", visitabile gratuitamente ogni fine settimana fino al 30 ottobre.
Si tratta di una mostra dal forte spessore culturale (visualizza la fotogallery), realizzata con il contributo di Banca Sant’Angeloe curata dal gallerista Leonardo La Rocca, che ha reperito le opere, per la prima volta svelate al pubblico, nelle collezioni private.
I dipinti attraversano un arco temporale di oltre due secoli: centinaia di anni attraversati da fortissime pulsioni culturali e pittoriche ma legati, tranne brevi parentesi di sperimentalismo innovativo, dal fil rouge del realismo.
Proprio questo fil rouge attraversa quattro generazioni di artisti siciliani e tre filoni pittorici predominanti: figura, ritrattistica e paesaggismo. Si parte dal ritrattismo di Giuseppe Patania e Luigi Di Giovanni per passare alla scuola di nudi di Palermo, nata nel 1783 e continuata da Salvatore Lo Forte e Nicolò Giannone.
Si arriva poi al novecento con Fausto Pirandello, Ugo Attardi ed Emilio Greco (definito da Picasso il più grande disegnatore d’Europa) e si giunge al paesaggismo siciliano, rappresentato da Francesco Lojacono, Antonino Leto, Michele Catti, Mario Mirabella, Piero Guccione e Michele Ciacciofera.
La mostra presenta delle vere e proprie rarità tra cui "Figura di giovane" di Renato Guttuso, uno dei cinque zolfatarelli realizzati su carta intelata dal Maestro a Torre del Greco, negli anni definiti del realismo sociale.
E ancora, opere di Giuseppe Migneco, di Bruno Caruso, di Salvatore Fiume, di Gino Morici ed Eustachio Catalano, grandi maestri cui si affiancano due giovani: Paola Semilia e Paolo Sallier de la Tour.
La mostra è dedicata alla memoria del compianto presidente della Banca Nicolò Curella che ha improntato la sua lunga carriera di banchiere su un costante connubio tra economia e cultura, in particolar modo artistica.
Si tratta di una mostra dal forte spessore culturale (visualizza la fotogallery), realizzata con il contributo di Banca Sant’Angeloe curata dal gallerista Leonardo La Rocca, che ha reperito le opere, per la prima volta svelate al pubblico, nelle collezioni private.
I dipinti attraversano un arco temporale di oltre due secoli: centinaia di anni attraversati da fortissime pulsioni culturali e pittoriche ma legati, tranne brevi parentesi di sperimentalismo innovativo, dal fil rouge del realismo.
Proprio questo fil rouge attraversa quattro generazioni di artisti siciliani e tre filoni pittorici predominanti: figura, ritrattistica e paesaggismo. Si parte dal ritrattismo di Giuseppe Patania e Luigi Di Giovanni per passare alla scuola di nudi di Palermo, nata nel 1783 e continuata da Salvatore Lo Forte e Nicolò Giannone.
Si arriva poi al novecento con Fausto Pirandello, Ugo Attardi ed Emilio Greco (definito da Picasso il più grande disegnatore d’Europa) e si giunge al paesaggismo siciliano, rappresentato da Francesco Lojacono, Antonino Leto, Michele Catti, Mario Mirabella, Piero Guccione e Michele Ciacciofera.
La mostra presenta delle vere e proprie rarità tra cui "Figura di giovane" di Renato Guttuso, uno dei cinque zolfatarelli realizzati su carta intelata dal Maestro a Torre del Greco, negli anni definiti del realismo sociale.
E ancora, opere di Giuseppe Migneco, di Bruno Caruso, di Salvatore Fiume, di Gino Morici ed Eustachio Catalano, grandi maestri cui si affiancano due giovani: Paola Semilia e Paolo Sallier de la Tour.
La mostra è dedicata alla memoria del compianto presidente della Banca Nicolò Curella che ha improntato la sua lunga carriera di banchiere su un costante connubio tra economia e cultura, in particolar modo artistica.
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