"Enfance, il tempo dei diritti": la mostra fotografica sui diritti dei bambini a Palermo
La delicatezza dello sguardo di un bambino. Di un suo gesto, di una sua richiesta. L'affetto, l'amore, una casa, dei genitori che li proteggano dal dolore. La mostra "Enfance, il tempo dei diritti", visitabile dal 20 novembre al 30 dicembre diventa mezzo di riflessione per chiedersi come tutelare i piccoli cuccioli di uomo che si affidano al mondo.
Quali bisogni hanno, dunque, i bambini? Che cosa è importante per loro? Grazie ad una serie di foto il cui tema fondamentale sono proprio i diritti dei bambini, vengono raccontate e svelate piccole grandi verità che in fondo portiamo nel cuore.
"Enfance" riporta l'attenzione su quella Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia del 1990 che stabilisce che ogni Paese firmatario è obbligato ad attuare e far rispettare i diritti enunciati in essa: dal 1990 a oggi i Paesi firmatari hanno orientato le loro azioni verso l'applicazione della Convenzione.
Il tempo trascorso dal 1990 a oggi va visto nell'ottica del tempo dell'impegno, della concretizzazione, della attualizzazione di quei diritti riconosciuti ai bambini rispetto a quanto espresso dagli articoli della Convenzione.
Dotati e talentuosi, i fotografi impegnati hanno raccontato i "loro" bambini: Francesco Lo Presti apre un affascinante percorso fotografico con bambini incontrati durante i suoi viaggi (Cuba, Africa-Namibia, Giappone, Perù, Cina, India) facendo riferimento al diritto alla propria identità, alla diversità, al diritto all’istruzione
Luisella Daina propone invece il reportage di un’attività formativa, condotta da una psicologa, che racconta di un lavoro corporeo e di scrittura, orientato alla ricerca e allo sviluppo del Sé.
Rosanna Deleo mostra un percorso che ci porta con semplicità al bisogno del tempo libero, vissuto giocando in libertà, mentre Emanuela Bognanni racconta l’ambiente familiare e di come nel “gioco” casalingo di preparazione di dolci tradizionali, si possano ritrovare elementi educativi.
Ancora, Alberto Gandolfo presenta sei opere di donne che allattano immerse dentro l’acqua, mentre Giuseppe Calafiore mette in mostra un dittico dove il diritto alla vita ed il diritto al gioco vengono rappresentati in modo forte e diretto dando spazio a molteplici spunti riflessione.
Infine, Giuseppe Tornetta espone due foto intense: una dedicata alla maternità e al rapporto diadico (diritto alla vita), e l’altra che, con un contatto negato, ha l’intento far riflettere su quanto sia importante impegnarsi affinché tutti diritti fondamentali vengano rispettati e messi in pratica.
Tutto il percorso fotografico ci riporta direttamente alle situazioni, ci invita a “rimetterle a posto”, a ritrovare il contesto di quell’esperienza sociale e umana doverosa nei riguardi di ogni bambino che un giorno sarà uomo.
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