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"Francesco Zerilli. Vedute e Paesaggi": le opere anni Venti e Trenta dell’Ottocento

  • Palazzo Branciforte - Palermo
  • - Palermo
  • Dal 25 giugno al 23 ottobre 2016 (evento concluso)
  • Visitabile da martedì a domenica dalle ore 09.30 alle 19.30
  • 7 euro (intero), 5 euro (ridotto per gruppi di minimo 15 persone, over 65 e titolari di apposite convenzioni), 3 euro (ridotto per la Sala della Cavallerizza)
  • La biglietteria chiude un’ora prima degli orari di visita del Palazzo

Balarm
La redazione

Prosegue il programma delle esposizioni dedicato al paesaggio siciliano: la Fondazione Sicilia e Sicily Art and Culture presentano la mostra delle opere realizzate a cavallo tra gli anni Venti e gli anni Trenta dell’Ottocento, dal palermitano Francesco Zerilli (1793-1837), esposte negli spazi della Cavallerizza di Palazzo Branciforte, dal 25 giugno al 23 ottobre.

La finezza narrativa e il rigore topografico contraddistinguono lo stile dell’artista che per rappresentare le città di Palermo, Siracusa, Catania, Messina e Napoli sperimenta svariati e nuovi punti di ripresa, distanziandosi dalle rappresentazioni documentaristiche e dal rigore del Neoclassicismo, raggiungendo una originale autonomia artistica mediante l’utilizzo di panoramiche rialzate a volo d’uccello e di prospettive radenti il mare, o ribassate dalle coste.

La calibrata disposizione delle quinte arboree, dei lungomari e delle rocce, la nitidezza della rappresentazione delle vestigia del passato insieme alla misurata presenza umana, intendono rappresentare un quieto equilibrio tra natura e civiltà, sospeso in un’atmosfera rarefatta. Proprio grazie alla resa di una natura benevola e conciliante che arride allo sguardo, le opere di Zerilli riscossero molto successo tra il colto pubblico internazionale dell’epoca.

La morte precoce del pittore, avvenuta a seguito della grande epidemia di colera, dilagata nelle due capitali borboniche e propagatasi in Sicilia nel 1837, interrompe bruscamente la produzione dell’artista, ma la sua opera, erede della tradizione del vedutismo prospettico, rimane un fondamentale preludio nell’evoluzione della pittura di paesaggio in pieno Ottocento.

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