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"Italian quakes and other diseases": disastri e paesaggi, la mostra di Olivio Barbieri

  • Gibellina Photoroad
  • Piazza XV gennaio 1968 - Gibellina (Tp)
  • Dal 29 luglio al 31 agosto 2016 (evento concluso)
  • Visitabile tutti i giorni
  • Ingresso libero
  • Per informazioni è possibile visitare il sito di "Gibellina Photoroad".

Balarm
La redazione

Studiare un paesaggio dall’alto vuol dire strapparlo all’unicità dell’uomo, farlo vivere come soggetto autonomo: nell'ambito del festival "Gibellina Photoroad" è in programma la mostra di Olivio Barbieri "Italian quakes and other diseases", visitabile fino a mercoledì 31 agosto.

Staccandosi da terra il paesaggio diventa immagine. È cambiando il punto di osservazione, allontanandosi dal rumore e dalle luci, che si può comprendere meglio il linguaggio delle città.

Sembra che lo scopo dei lavori di Olivio Barbieri sia quello di fare perdere ai disastri la loro umanità e spogliandoli di ogni retorica: edifici imponenti e carcasse di palazzi, chiese crollate e case sventrate diventano tracce chiave del passaggio, naturale e urbano. Così un terremoto o un uragano somigliano al passaggio di una crisi economica, a una guerra, a un abuso edilizio. Perché la storia delle città è fatta di shock, fratture, demolizioni; e soprattutto di ricostruzioni.

"Italian quakes and other diseases" è parte integrante della ricerca site specific_: disastri e catastrofi sono punto di partenza per un’analisi universale sul territorio e sul paesaggio, elementi che stimolano la riflessione sul modo in cui lo spazio urbano viene ripensato, riprogettato, ricostruito e su quali energie si innescano in questo incessante movimento di morte e rinascita.

Non a caso il progetto nasce proprio a Gibellina: in un luogo che è ed è stato laboratorio di sperimentazione urbanistica e sociale; una città che un terremoto e un contraddittorio processo di ricostruzione hanno trasformato nel tempo in un immenso museo di arte "a cielo aperto".

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