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"Solo la terra resiste alla terra", la personale di Carlo e Fabio Ingrassia

  • Museo Civico, piazza Castello - Castelbuono (Pa)
  • Dal 3 luglio al 3 ottobre 2016 (evento concluso)
  • Visitabile lunedì e mercoledì dalle 09.30 alle 13.00; martedì, giovedì e venerdì dalle 09.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 20.00
  • 4 euro (intero), 2 euro (ridotto over 65 e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, scolaresche e gruppi superiori a 12 persone); omaggio per bambini di età non superiore a 7 anni
  • Per informazioni telefonare al numero 0921.671211

Balarm
La redazione

Il titolo della mostra personale di Carlo e Fabio Ingrassia, a cura di Laura Barreca e Valentina Bruschi: "Solo la terra resiste alla terra", deriva dall’approfondimento dell’esperienza dei due artisti nel tentativo di “razionalizzare la causa del movimento” espresso attraverso l’opera d’arte.

Ritorna il tema del dualismo, presente in tutti i lavori dei gemelli Ingrassia, dove elementi di natura simile entrano in contrasto dialettico, da qui il titolo della personale in mostra che vede anche due opere inedite della serie figurativa "Astrazione Novecentista", realizzate entrambe quest’anno, che proseguono la ricerca sulle particelle di luce e colore, attraverso l’utilizzo dei pastelli che disegnano minuziosamente facciate di edifici.

In questo caso i soggetti sono due elementi architettonici culturalmente agli antipodi: una casa dai tetti spioventi di matrice Nord Europea e una moschea islamica. Queste opere, caratterizzate, come sempre, da dimensioni molto ridotte, la prima circa 7x8 cm e a seconda 4x4 cm, necessitano di un lungo tempo di realizzazione da parte degli artisti che vi lavorano spesso contemporaneamente: Carlo usando la mano destra e Fabio la sinistra, coprendo le parti già disegnate e lasciando libero solo un centimetro quadrato alla volta.

Il percorso espositivo si conclude con due nuove opere della serie delle cosiddette “velature”, per la prima volta realizzate utilizzando in una il pastello viola e nella seconda, più grande, le sfumature del verde. Entrambe utilizzano lo stesso titolo, Congiunzione di due oceani, ma il disegno verde si compone anche di un elemento scultoreo in gesso colorato con lo stesso pigmento.

Quest’opera, secondo l’idea degli stessi artisti, "condensa l’unione di una materia variabile che si è fatta sostanza. Tale variabile da un lato è strutturata da una superficie disegnata a pastello, dall’altra invece si presenta come oggetto scultura, assurge a luce, divenendo subito corpo tridimensionale".

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