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"Wunderkammer": un accumulo caotico di tesori, la mostra di Rori Palazzo

  • Gibellina Photoroad
  • Palazzo di Lorenzo, viale degli Elimi - Gibellina (Tp)
  • Dal 29 luglio al 31 agosto 2016 (evento concluso)
  • Visitabile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00
  • Ingresso libero
  • Per informazioni è possibile visitare il sito di "Gibellina Photoroad".

Balarm
La redazione

Nell'ambito del festival "Gibellina Photoroad" è in programma al Palazzo di Lorenzo la mostra di Rori Palazzo "Wunderkammer", visitabile fino a mercoledì 31 agosto.

Naturalia and Mirabilia si affollano nelle "Stanze delle Meraviglie": un accumulo caotico di tesori che pongono "ordine" nel rapporto tra arte, scienza e natura, raccolti e gelosamente mostrati per esaltare la grandezza del pensiero rinascimentale. E dal Cinquecento ad oggi la passione per le raccolte di questo tipo resiste in moderni

Cabinet d’amateur, in cui ancora si testimonia la strabiliante fusione tra l’artificio umano e la natura creatrice. Ispirata alla magnifica tradizione del collezionismo d’autore, la fotografia di Rori Palazzo si trasforma essa stessa, attraverso la tecnica dell’esposizione multipla su pellicola, in una "Wunderkammer" d’eccezione.

Nell’immagine si affastellano tutti i ricordi di oggetti, opere, luoghi, mobilia, come in una sorta di flash visivo, compulsivo, dentro un caos mnemonico, che sembra ricomporsi in un ordine sublime.

Evocazioni e trasparenze sono i motivi guida che si ripetono nella fotografia di Palazzo; che sia il sogno a dettare la narrazione dentro l’immagine o la ricerca di una bellezza dell’accumulo, il segno della visione è quello di un mondo fantasmatico, dove l’emergere di sedimentazioni inconsce si intreccia agli sguardi sui paesaggi reali.

Dentro le stanze dei thesauri si incrociano gli sguardi delle donne ritratte nei dipinti, semi nascoste dai mappamondi o dalle luci riflettenti delle lampade accese e poi ancora i libri, gli specchi, gli orologi, i vasi preziosi, i candelieri d’argento. La fotografia rinnova il senso di bellezza immanente di questi interni, proiezioni esplicite dell’animo del collezionista, rivelandone al contempo il disagio del vuoto, quell’horror vacui che forse è anche profonda solitudine.

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