Nel cuore del "Focolaio": il Centro Amazzone di Palermo ricorda gli anziani portati via dal Covid19

Lo spettacolo teatrale "Focolaio" al Centro Amazzone di Palermo
Il progetto "Focolaio" è uno studio scenico sulla strage degli anziani nelle "Residenze sanitarie per anziani" che segna la ripartenze teatrale del Centro Amazzone di Palermo.
Il progetto è nato lo scorso 3 giugno, subito dopo il primo allentamento delle restrizioni anti-Covid. Nasce con un gesto semplice, imprevisto, senza preparazione, né programmi o previsioni di sorta, ma con la "sorpresa" di rivedersi fisicamente, riabitare lo spazio MigraTeatro del Centro Amazzone di Palermo. Nessun obbligo istituzionale o burocratico.
La ripartenza teatrale avviene con un carico di riflessioni, emozioni, esperienze pandemiche trattate come materia drammaturgica, utili quindi alla trasformazione del presente in un progetto poetico.
Lo spazio scenico è a cura di Gabriella Malerba, mentre Alba Vella ha collaborato alla drammaturgia.
Così in “Focolaio” il nucleo del percorso, sviluppato in sette incontri, è il cuore tragico stesso della pandemia: la strage degli anziani nelle residenze sanitarie. Nel primo studio scenico è di scena quindi l’età media di 70 anni che coincide con quella stessa delle attrici facenti parte del "Teatro Studio Attrice/Non", compagnia teatrale del Centro Amazzone.
Lina Prosa firma il progetto e la drammaturgia di Focolaio, intepretato da Angela Aiola, Enza Curaci, Alessandra De Caro, Augusta Modica, Francesca Oliveri, Rosaria Pandolfo, Rosanna Romano, Rosalia Zangara, con la partecipazione di Mauro Sarandrea.
Lo spazio drammaturgico è il luogo immobile della Rsa. Qui il tempo sfiora i confini più fragili e meno consistenti della vita, attraverso l’uso del dialetto che dall’ironia porta al sorriso, al deragliamento di senso. La paralisi fisica si sovrappone a quella della vita. Ma la parola focolaio porta più di un senso. Non solo quello di centro di infezione, ma anche quello di centro di rivolta.
Il progetto è nato lo scorso 3 giugno, subito dopo il primo allentamento delle restrizioni anti-Covid. Nasce con un gesto semplice, imprevisto, senza preparazione, né programmi o previsioni di sorta, ma con la "sorpresa" di rivedersi fisicamente, riabitare lo spazio MigraTeatro del Centro Amazzone di Palermo. Nessun obbligo istituzionale o burocratico.
La ripartenza teatrale avviene con un carico di riflessioni, emozioni, esperienze pandemiche trattate come materia drammaturgica, utili quindi alla trasformazione del presente in un progetto poetico.
Lo spazio scenico è a cura di Gabriella Malerba, mentre Alba Vella ha collaborato alla drammaturgia.
Così in “Focolaio” il nucleo del percorso, sviluppato in sette incontri, è il cuore tragico stesso della pandemia: la strage degli anziani nelle residenze sanitarie. Nel primo studio scenico è di scena quindi l’età media di 70 anni che coincide con quella stessa delle attrici facenti parte del "Teatro Studio Attrice/Non", compagnia teatrale del Centro Amazzone.
Lina Prosa firma il progetto e la drammaturgia di Focolaio, intepretato da Angela Aiola, Enza Curaci, Alessandra De Caro, Augusta Modica, Francesca Oliveri, Rosaria Pandolfo, Rosanna Romano, Rosalia Zangara, con la partecipazione di Mauro Sarandrea.
Lo spazio drammaturgico è il luogo immobile della Rsa. Qui il tempo sfiora i confini più fragili e meno consistenti della vita, attraverso l’uso del dialetto che dall’ironia porta al sorriso, al deragliamento di senso. La paralisi fisica si sovrappone a quella della vita. Ma la parola focolaio porta più di un senso. Non solo quello di centro di infezione, ma anche quello di centro di rivolta.
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