"Open Steri" in notturna: visite straordinarie in uno dei luoghi simbolo di Palermo
Quattro serate straordinarie per conoscere Palazzo Chiaramonte-Steri di Palermo in una dimensione nuova e suggestiva. Torna Open Steri, il ciclo di aperture serali promosso da CoopCulture per valorizzare uno dei luoghi più rappresentativi della storia di Palermo.
Nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 aprile e poi venerdì 1 e sabato 2 maggio 2026, il pubblico è invitato a partecipare a un programma di visite didattiche serali pensate per offrire una fruizione inedita e suggestiva del complesso monumentale dello Steri.
Un’esperienza immersiva che intreccia racconto storico, approfondimento culturale e dimensione sensoriale. Il percorso di visita conduce alla scoperta delle antiche carceri dell’Inquisizione Spagnola, dove i graffiti incisi dai prigionieri tra XVII e XVIII secolo restituiscono ancora oggi testimonianze intense di memoria, dolore e resistenza. Tra gli ambienti più affascinanti, la camera semi-ipogea, spazio enigmatico la cui funzione resta ancora oggetto di studio.
La visita prosegue lungo il cosiddetto “Percorso Scarpa”, che documenta le trasformazioni architettoniche del complesso nel tempo, per concludersi nella suggestiva Sala Terrana, che custodisce la celebre tela La Vucciria di Renato Guttuso.
A completare l’esperienza, un momento di convivialità con un calice di vino offerto dalla cantina siciliana Rapitalà, partner dell’iniziativa, che contribuisce a rendere la visita ancora più coinvolgente.
Nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 aprile e poi venerdì 1 e sabato 2 maggio 2026, il pubblico è invitato a partecipare a un programma di visite didattiche serali pensate per offrire una fruizione inedita e suggestiva del complesso monumentale dello Steri.
Un’esperienza immersiva che intreccia racconto storico, approfondimento culturale e dimensione sensoriale. Il percorso di visita conduce alla scoperta delle antiche carceri dell’Inquisizione Spagnola, dove i graffiti incisi dai prigionieri tra XVII e XVIII secolo restituiscono ancora oggi testimonianze intense di memoria, dolore e resistenza. Tra gli ambienti più affascinanti, la camera semi-ipogea, spazio enigmatico la cui funzione resta ancora oggetto di studio.
La visita prosegue lungo il cosiddetto “Percorso Scarpa”, che documenta le trasformazioni architettoniche del complesso nel tempo, per concludersi nella suggestiva Sala Terrana, che custodisce la celebre tela La Vucciria di Renato Guttuso.
A completare l’esperienza, un momento di convivialità con un calice di vino offerto dalla cantina siciliana Rapitalà, partner dell’iniziativa, che contribuisce a rendere la visita ancora più coinvolgente.
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