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OSS: rivive nel weekend la Vienna mitteleuropea

Una Vienna di sapore decisamente mitteleuropeo farà da sfondo alle musiche del concerto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, in programma al Politeama Garibaldi. Due i protagonisti della vita musicale fra Settecento e Ottocento a cui è dedicata la serata: Franz Joseph Haydn e Franz Schubert. Sul podio, il direttore Hubert Soudant. Il concerto prevede l’esecuzione della burletta musicale L’infedeltà delusa e della Sinfonia n. 104 in re maggiore di Franz Joseph Haydn e della Sinfonia n. 9 in do maggiore D944 “La Grande” di Franz Schubert.

Inoltre, proprio “La Grande” sarà oggetto della Conversazione Musicale dal titolo “Der himmlische Gast im Orchester – Lettura della sinfonia in do maggiore di Schubert”, in programma prima del concerto, nella Sala Rossa del Politeama (ore 20.00, ingresso libero). Attraverso una serie di ascolti, di esempi al pianoforte e di proiezioni, il musicologo, compositore e direttore d’orchestra Alberto Caprioli ricostruirà la storia della scoperta postuma di questa straordinaria composizione e ne analizzerà quella ricchezza tematica e di sviluppi che è stata poi punto di avvio per la grande concezione sinfonica del secondo Ottocento da Brahms a Bruckner, a Mahler.

A Vienna si polarizzarono, nel Settecento, le maggiori forze musicali alimentate dal mecenatismo generoso dei nobili, da una vita teatrale particolarmente intensa e dall’innata musicalità del popolo viennese. Patriarca e sovrano di questa fioritura musicale senza precedenti fu Haydn che, in più di 50 anni di infaticabile operosità, toccò tutti i generi musicali coltivati tra la seconda metà del XVIII secolo e gli inizi del XIX. Il 26 luglio 1773, nel teatro del palazzo di Esterhaza, Haydn faceva rappresentare la “burletta musicale” in due atti L’infedeltà delusa, su libretto del toscano Marco Coltellini: una deliziosa operetta di stile italiano, ambientata tra contadini toscani. Dimenticata per molti anni e riscoperta in Ungheria negli anni Sessanta del Novecento, questo autentico gioiello operistico, ha conquistato negli ultimi decenni il pubblico di molti paesi europei.

La Sinfonia in re maggiore op. 104, eseguita il 4 maggio 1795 chiude non solo il ciclo delle “Londinesi”, ma l’intera esperienza sinfonica di Haydn, sorta di testamento spirituale elaborato nel segno di una solidità strutturale e di una compostezza formale che non sottraggono spazio all’espressività del mondo emozionale. Schubert iniziò a comporre la Sinfonia n. 9 in do maggiore nel 1825, completandola l’anno successivo. Rifiutata dall’orchestra della “Società Amici della Musica” di Vienna perché ritenuta troppo lunga e difficile da comprendere e da eseguire, essa sarebbe stata casualmente riscoperta, fra una montagna di manoscritti accatastati, da Robert Schumann nel 1838, in occasione di una sua visita a Ferdinand, fratello del compositore. La prima esecuzione, un evento memorabile nella storia della musica, avvenne nel 1839 a Lipsia, con Felix Mendelssohn alla direzione dell’orchestra del Gewandhaus.

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