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"Pan Hormos, Palermo città Porto": il pensiero artistico di 4 artisti sul capoluogo siciliano

  • Banca D'Italia, via Cavour 131 A - Palermo
  • Dal 30 giugno al 2 settembre 2018 - Evento concluso
  • Visitabile lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 8.30 alle 13.00; mercoledì dalle 15.30 alle 18.00; sabato 30 giugno, domenica 1 luglio, sabato 1 settembre, domenica 2 settembre dalle 9.00 alle 18.00
  • Ingresso gratuito
Balarm
La redazione

Opera di Francesco Arecco

In occasione di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, la Sede della Banca d’Italia di Palermo ospita la mostra "Pan Hormos, Palermo città Porto" a cura di Giorgia Salerno ideata dal Movimento di resilienza italiana in collaborazione con la Fondazione Orestiadi di Gibellina e si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico della Banca d’Italia formato da circa tremila opere e molti edifici di pregio.

Francesco Arecco, Manfredi Beninati, Marco Ferri e Laboratorio Saccardi sono i protagonisti della mostra chiamati a confrontarsi con Palermo negli ambienti della Sede della Banca d’Italia. I quattro artisti di diverse provenienze mostrano il loro pensiero artistico attraverso lo sguardo di chi, da un lato è accolto dalla città, come Arecco e Ferri, e dall’altro ne fa parte e ne conosce ogni sfumatura e contraddizione come Beninati e Laboratorio Saccardi. 

Francesco Arecco (Gavi, 1977) con "In the corner", installazione site specific, composizione di sculture in ebano è un'allegoria di una situazione culturale meridionale ma anche italiana, che a fatica cerca di superare i propri limiti. Nell’installazione è presente, non a caso, un’Italia al contrario, riferimento ed omaggio all’artista visivo Luciano Fabro. 

Manfredi Beninati (Palermo, 1970) con le sue atmosfere trasognanti riporta a memorie lontane, fotografie sentimentali a tratti sfocate e lucide. Il lavoro è caratterizzato dalla frammentazione del suo immaginario dove il caos ha un suo ordine. Marco Ferri (Tarquinia, 1968) omaggia la città di Palermo ispirandosi alle sue geometrie e colori. Le superfici in legno, ricordano finestre sbiadite e arse dal sole e dal vento. Le sculture in vetro e ferro sono giochi d’equilibri, trasparenze e riflessi. 

Laboratorio Saccardi (Vincenzo Profeta; Palermo, 1977 - Marco Barone; Palermo, 1978) in chiave ironica e sarcastica rileggono la pittura siciliana attraverso temi, iconografie tradizionali e miti classici. Scena emblematica della ragione che trionfa sulla bestialità quella del San Giorgio e il drago che nella versione dei Saccardi si ribalta con la presa di posizione del drago.

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