"Parole prigioniere. I graffiti delle carceri del Santo Uffizio di Palermo": la presentazione da Nuvole Incontri d'Arte
In occasione della mostra "Segnalibri" di Mario di Miceli, a cura di Osservatorio Outsider Art, alla galleria "Nuvole Incontri d'arte" si terrà la presentazione del libro "Parole prigioniere. I graffiti delle carceri del Santo Uffizio di Palermo", a cura di Giovanna Fiume e Mercedes García-Arenal.
Alla presentazione parteciperanno Nino Blando (ricercatore di Storia contemporanea all'Università di Palermo), Dario Carnevale (editore) e Valeria La Motta (coautrice del libro).
Il volume tratta dei graffiti, dei disegni e delle iscrizioni delle carceri segrete del Santo Uffizio spagnolo in Sicilia, riscoperti e studiati nei primi anni del Novecento da Giuseppe Pitrè, collocati all’interno del complesso monumentale dello Steri. Fonti storiche straordinarie e impreviste, le immagini sacre, le preghiere e le citazioni di salmi e testi biblici costituiscono un vero e proprio inventario delle devozioni di Età moderna nel XVII secolo.
La flotta schierata nella battaglia di Lepanto, una squadra di galere, pennoni, alberi e velatura ci parlano di uomini in movimento tra luoghi geografici di cui attraversano frontiere politiche, linguistiche, religiose. Abbondano le scritte in siciliano, latino, italiano, inglese, ebraico, preghiere, citazioni di testi biblici e di salmi, notazioni sulla vita in carcere, composizioni poetiche in siciliano o italiano.
Soprattutto sulle pareti del carcere si leggono nomi e cognomi, per esteso o con le sole iniziali, accompagnati spesso da una data: essi ci consentono di risalire alle storie giudiziarie degli autori, conservate negli archivi madrileni, aiutandoci a contestualizzare e decodificare le “urla senza suono” dei reclusi per cause di fede.
Alla presentazione parteciperanno Nino Blando (ricercatore di Storia contemporanea all'Università di Palermo), Dario Carnevale (editore) e Valeria La Motta (coautrice del libro).
Il volume tratta dei graffiti, dei disegni e delle iscrizioni delle carceri segrete del Santo Uffizio spagnolo in Sicilia, riscoperti e studiati nei primi anni del Novecento da Giuseppe Pitrè, collocati all’interno del complesso monumentale dello Steri. Fonti storiche straordinarie e impreviste, le immagini sacre, le preghiere e le citazioni di salmi e testi biblici costituiscono un vero e proprio inventario delle devozioni di Età moderna nel XVII secolo.
La flotta schierata nella battaglia di Lepanto, una squadra di galere, pennoni, alberi e velatura ci parlano di uomini in movimento tra luoghi geografici di cui attraversano frontiere politiche, linguistiche, religiose. Abbondano le scritte in siciliano, latino, italiano, inglese, ebraico, preghiere, citazioni di testi biblici e di salmi, notazioni sulla vita in carcere, composizioni poetiche in siciliano o italiano.
Soprattutto sulle pareti del carcere si leggono nomi e cognomi, per esteso o con le sole iniziali, accompagnati spesso da una data: essi ci consentono di risalire alle storie giudiziarie degli autori, conservate negli archivi madrileni, aiutandoci a contestualizzare e decodificare le “urla senza suono” dei reclusi per cause di fede.














