Rapporto tra arte, dissenso e memoria: "Proteste prima del Futuro" a Gibellina
Marcia per l'acqua a Roccamena (Archivio Belìce/Epicentro della memoria viva, 1965)
Belìce/EpiCentro della Memoria Viva accoglie "Proteste prima del Futuro", percorso espositivo che si inaugura giovedì 5 dicembre 2025 e rimane aperto fino al 28 febbraio 2026.
L'esposizione rappresenta un momento importante per presentare gli archivi fotografici e documentali anche in vista del programma di "Gibellina Capitale dell'Arte Contemporanea 2026", offrendo una riflessione urgente e necessaria sul rapporto tra arte, protesta e memoria.
Un progetto espositivo tra passato e contemporaneità, che nasce da una domanda tanto semplice quanto urgente: come restituire la densità emotiva e politica di un'epoca attraverso l'immagine fotografica?
Come far risuonare, all'interno dello spazio espositivo contemporaneo, il clamore di piazze che non esistono più, la rabbia di comunità che chiedevano semplicemente di esistere?
La mostra indaga dunque il passato a partire dal dissenso della protesta degli anni '70, dai movimenti di piazza alla guerriglia urbana, dall'esplosione delle tensioni sociali alla rabbia di comunità che chiedevano di essere ascoltate.
"Proteste prima del futuro" presenta immagini di fotografi e agenzie fotografiche che hanno documentato con sguardo critico e partecipe alcuni dei momenti più significativi della storia italiana recente: Toni Nicolini, Harry Lapow, Bruna Amico Polimeri, Franco Scafidi, Agenzia Labruzzo e Agenzia Publifoto.
Le immagini in mostra occupano lo spazio in formati medio e grandi, restituendo la massiccia presenza di quella mobilitazione fatta di corpi, cartelli, slogan che riempivano i marciapiedi e le strade.
L'esposizione è visitabile da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00.
L'esposizione rappresenta un momento importante per presentare gli archivi fotografici e documentali anche in vista del programma di "Gibellina Capitale dell'Arte Contemporanea 2026", offrendo una riflessione urgente e necessaria sul rapporto tra arte, protesta e memoria.
Un progetto espositivo tra passato e contemporaneità, che nasce da una domanda tanto semplice quanto urgente: come restituire la densità emotiva e politica di un'epoca attraverso l'immagine fotografica?
Come far risuonare, all'interno dello spazio espositivo contemporaneo, il clamore di piazze che non esistono più, la rabbia di comunità che chiedevano semplicemente di esistere?
La mostra indaga dunque il passato a partire dal dissenso della protesta degli anni '70, dai movimenti di piazza alla guerriglia urbana, dall'esplosione delle tensioni sociali alla rabbia di comunità che chiedevano di essere ascoltate.
"Proteste prima del futuro" presenta immagini di fotografi e agenzie fotografiche che hanno documentato con sguardo critico e partecipe alcuni dei momenti più significativi della storia italiana recente: Toni Nicolini, Harry Lapow, Bruna Amico Polimeri, Franco Scafidi, Agenzia Labruzzo e Agenzia Publifoto.
Le immagini in mostra occupano lo spazio in formati medio e grandi, restituendo la massiccia presenza di quella mobilitazione fatta di corpi, cartelli, slogan che riempivano i marciapiedi e le strade.
L'esposizione è visitabile da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00.
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