"Re-Velation", la mostra fotografica di Carla Iacono sulle differenze e le convergenze culturali
"Re-velation" riunisce una serie di venti immagini fotografiche dell’artista genovese Carla Iacono in cui il velo - principalmente l'hijab, ma anche veli cattolici, ebraici e foulard dell'Europa dell'Est - è declinato in diversi modi, con richiami alle differenti culture che lo hanno adottato.
Il velo si lega a eventi o situazioni di valore iniziatico, oppure a riti di passaggio, come quello dall’infanzia alla pubertà, un tema che da sempre l'artista indaga nei propri lavori. Non a caso, interprete dei ritratti è la figlia Flora, elemento autobiografico che accresce l’enfasi della rappresentazione. La luce laterale fa emergere dall'oscurità la sua figura svelando i lineamenti del volto e i particolari dei veli, rafforzando così simbolicamente ed esteticamente il concetto di rivelazione.
La ragazza è ritratta di tre quarti: la messa in posa rimanda all’innovazione introdotta nella ritrattistica dai pittori olandesi. Il riferimento a famose opere d’arte, come la "Ragazza con l’orecchino di perla" di Vermeer, ricorre in parecchie immagini. Ogni scatto nasce da un'accurata mise en scene che prevede un’attenta ricerca degli abiti, la preparazione del set, la scelta degli oggetti, pochi, ma dal denso significato simbolico.
Con "Re-velation", Carla Iacono non prende posizione sull’uso del velo; piuttosto scava nella storia per rivelarne tutta una serie di valenze e significati, nel pieno rispetto delle differenze e delle somiglianze tra le diverse culture.
Il velo si lega a eventi o situazioni di valore iniziatico, oppure a riti di passaggio, come quello dall’infanzia alla pubertà, un tema che da sempre l'artista indaga nei propri lavori. Non a caso, interprete dei ritratti è la figlia Flora, elemento autobiografico che accresce l’enfasi della rappresentazione. La luce laterale fa emergere dall'oscurità la sua figura svelando i lineamenti del volto e i particolari dei veli, rafforzando così simbolicamente ed esteticamente il concetto di rivelazione.
La ragazza è ritratta di tre quarti: la messa in posa rimanda all’innovazione introdotta nella ritrattistica dai pittori olandesi. Il riferimento a famose opere d’arte, come la "Ragazza con l’orecchino di perla" di Vermeer, ricorre in parecchie immagini. Ogni scatto nasce da un'accurata mise en scene che prevede un’attenta ricerca degli abiti, la preparazione del set, la scelta degli oggetti, pochi, ma dal denso significato simbolico.
Con "Re-velation", Carla Iacono non prende posizione sull’uso del velo; piuttosto scava nella storia per rivelarne tutta una serie di valenze e significati, nel pieno rispetto delle differenze e delle somiglianze tra le diverse culture.
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