"Sicilië, pittura fiamminga": mostra di opere e dipinti delle collezioni private e pubbliche siciliane
Tavoletta in legno di quercia raffigurante Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto
“Sicilië, pittura fiamminga” è il titolo della mostra promossa dalla Fondazione Federico II e dall’assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, che per la prima volta presenta al grande pubblico, un patrimonio artistico che va dal Quattrocento al Seicento: una significativa raccolta di dipinti fiamminghi presenti nelle collezioni private e pubbliche siciliane.
Il percorso espositivo si compone di cinquantadue opere allestite nelle rinnovate Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale dal 28 marzo al 28 maggio e si sviluppa attraverso due nuclei tematici: da un lato le opere presenti in Sicilia riconducibili al collezionismo e alla committenza artistica; dall’altro gli artisti di origine fiamminga e olandese, pienamente attivi e inseriti nel tessuto storico-sociale a partire dagli anni centrali del Cinquecento.
Tra le opere in mostra spicca l’opera più famosa di Jean Gossart, detto Mabuse, che è il "trittico Malvagna"; opera miniaturista dove vengono rappresentate una Madonna col bambino tra angeli, Santa Caterina d’Alessandria e Santa Dorotea. Ma, oltre a quelle citate, non bisogna cadere nell’errore che le restanti opere, esposte a Palazzo Reale, siano di minore rilevanza sul piano artistico e storico.
“Sicilië, pittura fiamminga” ha una protagonista assoluta, un’opera - di un pittore ignoto fiammingo - che si svela al pubblico, dopo un silenzio durato trentadue anni: Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto. La martire è raffigurata su una tavoletta, in legno di quercia, e faceva parte insieme all’altra tavoletta di San Rocco di un trittico da devozione.
La mostra, visitabile da lunedì a sabato dalle 8.15 alle 17.40 (ultimo biglietto ore 17), domenica e festivi dalle 8.15 alle 13 (ultimo biglietto ore 12.15), avrà una chiusura straordinaria alle ore 21 (ultimo ingresso ore 20.00) nei giorni 22, 23, 24, 25, 28, 29, 30 aprile, 1 maggio e 2 e 3 giugno. Per maggiori informazioni riguardo è possibile visitare il sito dedicato alla mostra.
Il percorso espositivo si compone di cinquantadue opere allestite nelle rinnovate Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale dal 28 marzo al 28 maggio e si sviluppa attraverso due nuclei tematici: da un lato le opere presenti in Sicilia riconducibili al collezionismo e alla committenza artistica; dall’altro gli artisti di origine fiamminga e olandese, pienamente attivi e inseriti nel tessuto storico-sociale a partire dagli anni centrali del Cinquecento.
Tra le opere in mostra spicca l’opera più famosa di Jean Gossart, detto Mabuse, che è il "trittico Malvagna"; opera miniaturista dove vengono rappresentate una Madonna col bambino tra angeli, Santa Caterina d’Alessandria e Santa Dorotea. Ma, oltre a quelle citate, non bisogna cadere nell’errore che le restanti opere, esposte a Palazzo Reale, siano di minore rilevanza sul piano artistico e storico.
“Sicilië, pittura fiamminga” ha una protagonista assoluta, un’opera - di un pittore ignoto fiammingo - che si svela al pubblico, dopo un silenzio durato trentadue anni: Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto. La martire è raffigurata su una tavoletta, in legno di quercia, e faceva parte insieme all’altra tavoletta di San Rocco di un trittico da devozione.
La mostra, visitabile da lunedì a sabato dalle 8.15 alle 17.40 (ultimo biglietto ore 17), domenica e festivi dalle 8.15 alle 13 (ultimo biglietto ore 12.15), avrà una chiusura straordinaria alle ore 21 (ultimo ingresso ore 20.00) nei giorni 22, 23, 24, 25, 28, 29, 30 aprile, 1 maggio e 2 e 3 giugno. Per maggiori informazioni riguardo è possibile visitare il sito dedicato alla mostra.
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