TEATRO E CABARET
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Cecilia Pitino in "Trece años"

  • BonVoyage@TeatroLelio
  • Teatro Lelio - Palermo
  • - Palermo
  • 19 aprile 2013 (evento concluso)
  • 21:00
  • 10 euro
  • Informazioni al numero 091.6819122

Ottavo appuntamento con BonVoyage@TeatroLelio, rassegna di musiche, parole e danze dal mondo, diretta da Roberto Bellavia: in programma il recital "Trece años"con il quintetto di Cecilia Pitino. Per l’occasione, la cantante modicana sarà accompagnata sul palco da: Giuseppe Sarta, alla fisarmonica, Pier Paolo Sichera, alla chitarra classica, Giovanni Arena, al contrabbasso e Riccardo Gerbino, alle percussioni.

Il concerto alternerà momenti di raffinata poesia ad atmosfere pregne di passione ed energia, grazie alle straordinarie doti vocali ed interpretative dell’artista siciliana e degli eccellenti musicisti dell’ensemble. Gli arrangiamenti e le originali soluzioni ritmiche mescoleranno atmosfere arabo-andaluse, colori indiani, flamenco e ritmiche sudamericane, senza, tuttavia, mai perdere di vista le sonorità della tradizione popolare siciliana e del sud Italia.

La scaletta prevede, per la maggior parte, brani selezionati dai CD “Spunta ‘na rosa”, Viceversa Records/Sicilia Nova, 1998 e “Far Lunari” – Ass .Sicilia Nova/ MM&B, 2003. Non mancherà però il repertorio da sempre amato e interpretato dalla Pitino: omaggi alla grande Rosa Balistreri o personali rivisitazioni dei più celebri brani di Cesaria Evora e Mercedes Sosa. “Trece Años”: un concerto suggestivo, semplice ed elegante, un concentrato di emozioni che vanno dritto al cuore ed all’animo dell’ascoltatore.

Opening, alle ore 21, curato da Navarra Editore, con Alessandro Gallo, scrittore napoletano classe 1986, che torna in Sicilia per un nuovo tour di presentazioni di "Scimmie", straordinario romanzo di formazione su giovani e camorra. Giunto in meno di un anno alla sua seconda ristampa, il libro racconta le vicende tragi-comiche di Pummarò, Panzarotto e Bacchettone, tre adolescenti che, nella Napoli degli anni 80, desiderano a tutti i costi entrare a far parte del clan camorristico dei Bardellino. La loro vita cambierà grazie all'incontro con Giancarlo Siani, cronista de “Il Mattino” ucciso dalla camorra nell'85, cui il libro è dedicato e liberamente ispirato.

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