"Graciela" e i racconti tra le camere d´albergo: l´Hotel Posta diventa teatro
Un altro appuntamento con "Rooms - Stanze inConsuete", delle camere d’hotel insolite che riescono a trasformarsi in palcoscenico per spettacoli imperdibili, un percorso che riempie il palcoscenico, accompagnando gli spettatori (massimo venti per ogni turno) in un susseguirsi di storie intense ed emozionanti con una medesima scenografia: le stanze dell’Hotel Posta.
Si parte con la disperata e travagliata protagonista di “Piatti rotti” di Francesco Randazzo, Floriana Patti, che interpreta un monologo dal sapore che sa di passato e pentimento. Uno sproloquio, dai pudori inesistenti, disperato e a tratti anche forzatamente allegro. Una triste trentenne che confessa di essere l’assassina di suo padre: tra il discolparsi e il disperarsi. E i piatti rotti? Stanno lì, nella stanza accanto, sopra il letto, quasi a mostrarci le banali mostruosità che molte volte si possono nascondere in una famiglia, apparentemente per bene.
Seguirà “Graciela” di Valerio Strati interpretato da Maria Grazia Saccaro. Uno sfogo di una donna alla fine di un lungo matrimonio, fatto di bugie e tradimenti, gli stessi tradimenti che causano rabbia, rancore e addii. L’emblema di fragilità, un amore perduto che genera delusione, quella delusione che fa di Graciela, una donna triste e frustata. Dall’amore ormai finito passiamo ad un altro problema che flagella giornalmente molti individui: la compulsività mista ad ossessione.
Sarà Domenico Bravo con “L’ultima stanza” a offrire in scena una particolare esibizione , interpretata dallo stesso Domenico Bravo e da Floriana Patti. Uno spiazzante dialogo fra un cliente d’albergo che esorcizza la sua compulsività masturbatoria, preparando ossessivamente cappuccini, e la cameriera che pulisce la camera.
A concludere il percorso sarà “Lupo” di Lina Prosa, dove a dominare il palcoscenico questa volta è Valerio Strati, bravo a far trasparire quel terrore e quella paura che fanno di un pugile apparentemente astuto, una persona tremendamente fragile e debole. Sensazioni che si avvertono alla viglia di un incontro di lotta contro un terribile avversario: un vero e proprio ring psicologico che vede come vero antagonista se stesso.
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