Il mito rivisto in chiave contemporanea: la "Phaedra" di Seneca in scena a Segesta
Tuttavia non mancano momenti diversi, dalle atmosfere più leggere, che addirittura sfiorano quasi i toni della commedia. Un gioco di ritmi serrati, segnati da frequenti ribaltamenti e colpi di scena, nel pieno rispetto della tradizione. Una versione comunque nuova del grande mito che si fa parlare con la lingua contemporanea.
La "Phaedra" presuppone il celebre modello euripideo dell'Ippolito, di una tragedia perduta di Sofocle e della quarta delle Heroides ovidiane: tratta dell'incestuoso amore di Fedra per il figliastro Ippolito e del drammatico destino che si abbatte sul giovane, restio alle seduzioni della matrigna la quale, per vendetta, ne provoca la morte denunciandolo al marito Teseo, padre di Ippolito.
In questa occasione non si ricorre all’uso del deus ex machina per mezzo del quale solitamente si aveva la risoluzione pacifica del dramma, oltre che la giustificazione del male compiuto nell’azione.
Le anime malate sembrano inoltre aver perduto una volta per sempre il senno, ovvero la ragione, senza la quale il mondo sembra essere diventato preda di ombre e di mostri in completa balìa del male e delle forze dell’inferno.
La rielaborazione e l' adattamento sono di Alberto Bassetti, la regia di Giovanni Anfuso. Protagonisti sul palco Liliana Randi e Angelo D'Agosta.














