TEATRO E CABARET
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La menta sul pavimento

Come raccontare il rapporto tra mondo degli adulti e mondo dell'infanzia? Come raccontare il rapporto tra pensiero politico e dualità della natura umana? Come raccontare il dramma di corpi costretti alla cecità da una cultura contemporanea che non trova risposte alle sue contraddizioni e si fa massificante e totalitaria? Il conflitto sociale del nostro tempo, alimentato dalla natura ormai perversa di una politica distante e alle volte ridicolmente misera, è mausoleo per spiriti innocenti. La crisi che tormenta questo periodo storico è anzitutto una crisi dello spirito, una crisi dell'anima, prima di essere una crisi economica. Ma qualcosa confonde. Disturba un livello comprensivo ampio e libero. Non c'è risposta a nulla anche perché non ci sono domande giuste ma solo macerie, simulacri di domande. Nella costruzione de La menta sul pavimento la commistione danza, video- proiezione, teatro cerca l'esposizione e la traslazione delle tematiche prese in esame attraverso l'unione di poetiche differenti, alle volte in conflitto tra di loro, con l'obiettivo di creare uno spettacolo dove esse, riunite ed esplorate, possano generare una nuova che ne sia matrice. Danza, Teatro, Video e Pittura si confrontano impegnati in un immaginifico dialogo che da un territorio comune si snoda prima verso l'una poi verso l'altro, per giungere in territori che si affrancano dalle definizione e dalle etichette. In questo territorio comune il Teatro, nella sua accezione più ampia, torna ad essere unità espressiva dove le sue derivazioni e le sue infinite e possibili varianti trovano forma e contenuto aprendosi ad un pensiero più forte. L'immaginario che si è aperto nella ricerca scorre tra Buster Keaton, le scultore di Hans Bellmer, Pier Paolo Pasolini ed indugia su Dusan Makavejev con una attenzione particolare al personaggio interpretato da Ana Prucnal nel film “Sweet Movie”

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