Lampa lampa
La Nigeria da sud a nord, il Niger e poi la Libia attraversando il deserto del Sahara ed il Teneré. Poi il mediterraneo. Fanno più o meno 5000 km. E a noi raccontano solo che sbarcano, manco venissero dalla luna. È fondamentale non far sapere, creare il mostro che ci invade. In questo preciso momento per qualcuno sta scattando la molla irreversibile della partenza, altri socchiudono gli occhi contro la sabbia ed il sole del deserto, altri ancora aspettano di salire su uno dei fatiscenti barconi che siamo ormai abituati a vedere arrivare scortati nei nostri porti del sud. Per qualcuno, in questo preciso momento, il viaggio termina per una semplice foratura a giorni di marcia dal primo pozzo d'acqua, o ad un posto di blocco dell'esercito nigerino lungo le piste di sabbia, o ancora, per qualcuno che non potrà mai raccontare in giro quello che ha passato per arrivare nel primo mondo, il viaggio termina dietro un onda più forte delle altre, stufi di imbarcare acqua, stremati dal sale che cuoce la pelle. Per chi arriva, per chi non viene rimpatriato forzatamente senza poter spiegare perchè ha rischiato la sua vita in un odissea di mesi, ogni giorno, il viaggio continua nella solitudine che ti impone la paura di essere diverso, in un paese che diverso ti ci fa sentire, addossandoti la colpa della crescente delinquenza da una parte e dall'altra sfruttandoti come forza lavoro. Purchè non si chiedano diritti, che si venga qui, ma zitti e a capo chino. Spettacolo scritto diretto e interpretato da Andrea Bettaglio














