"Linéa": una fune per portare lo spettatore in un mondo di poesia
Una fune, una linea: si tratta di un oggetto semplice, ma in grado di condurre verso luoghi inaspettati: dal 3 al 5 novembre arriva al Teatro Libero "Linéa", ideato da Kim Huynh e Jive Faury.
Dal 2011, la fune di "Linéa" attraversa diversi paesi, dall’Europa all’America del Sud dall’Africa all’Asia, e con i suoi cento metri di fantasia aspetta di restituire allo spettatore storie e immagini, vibra e prende vita, emoziona e seduce.
La fune è l’oggetto al centro della scena, a uso e in balia della creatività dei due danzatori giocolieri, Kim Huynh e Jive Faury, che in un dipanare di coreografi e conducono lo spettatore in un mondo altro tessuto di poesia e sogni.
Con grande abilità, i due artisti ci portano a rivisitare il mondo dell’infanzia e della gioia annullando lo spazio temporale tra adulti e bambini, usando un linguaggio nuovo, intriso di poesia che si muove sul “filo” delle emozioni e dei sogni, attraverso una comunicazione indisturbata e eterogenea.
Dal 2011, la fune di "Linéa" attraversa diversi paesi, dall’Europa all’America del Sud dall’Africa all’Asia, e con i suoi cento metri di fantasia aspetta di restituire allo spettatore storie e immagini, vibra e prende vita, emoziona e seduce.
La fune è l’oggetto al centro della scena, a uso e in balia della creatività dei due danzatori giocolieri, Kim Huynh e Jive Faury, che in un dipanare di coreografi e conducono lo spettatore in un mondo altro tessuto di poesia e sogni.
Con grande abilità, i due artisti ci portano a rivisitare il mondo dell’infanzia e della gioia annullando lo spazio temporale tra adulti e bambini, usando un linguaggio nuovo, intriso di poesia che si muove sul “filo” delle emozioni e dei sogni, attraverso una comunicazione indisturbata e eterogenea.














