Ma che succede?
Lo sguardo disincantato attraverso il quale viene osservata la crisi attuale si traduce in una divertita ironia nei confronti dei problemi che assillano gli italiani: dalla mancanza di equità sociale sottolineata dalla differenza paradossale tra gli stipendi, alle frizioni suscitate dalla consapevolezza che gli anziani rappresentano ormai la maggioranza; dall’amarezza prodotta dalla condizione del lavoro precario alla constatazione che in politica non cambia nulla a partire dall’ennesimo ritorno del Cavaliere.
Il fatto che sulle dieci situazioni del primo tempo due si svolgono all’interno di una chiesa, lascia intendere una sorta di aspettativa delusa degli autori che forse, come tanti italiani, non si aspettavano che anche il mondo clericale si lasciasse travolgere da una crisi che non risparmia niente e nessuno.
L’efficacia delle battute e la forma smagliante dei tre comici trasforma il pessimismo suggerito dall’attualità in un vortice di risate che lasciano trasparire un po’ di ottimismo nei confronti di un futuro non lontano, quasi a dimostrare che l’umorismo può salvare il mondo.
L’atmosfera magica del nuovo teatro riceve un contributo significativo dai virtuosismi al pianoforte di Nicola Vitale che accenna una serie di brani noti che danno un ritmo frenetico al succedersi delle gag. Con Giuseppe Giambrone, Giovanni Nanfa e Antonio Pandolfo.














