Metti un cretino a cena
Dalla Francia all'Italia, attraverso la mappa geografica della comicità: di scena al Teatro Jolly di Palermo “Metti un cretino a cena”, libera rivisitazione de “La cena dei cretini” di Francis Veber, un piccolo classico del teatro e del cinema d'Oltralpe.
Sul palcoscenico un quintetto d'eccezione: Titti Giambrone, Claudio Ambrosetti e il trio dei “Lasciare libero lo scarrozzo” (alias Giuseppe Biondolillo, Enzo Buffa e Giorgio Pitarresi). L'idea di trasformare il testo originale è di Giovanni Nanfa, che cura la sceneggiatura di questa commedia in due atti “rivista e corretta” secondo i canoni del gusto comico mediterraneo e del teatro brillante: l'elemento nuovo inserito nella scrittura è rappresentato da un armadio-nascondiglio attorno al quale ruotano una serie di eventi, compreso il colpo di scena finale.
La regia dello spettacolo è affidata allo stesso Ambrosetti che in scena veste i panni di un ispettore delle imposte, mentre Titti Giambrone si “sdoppia” nei ruoli di moglie e amante, interagendo in modo frizzante e disinvolto con lo storico trio di cabarettisti palermitani.














