Orgia
Tra i testi più controversi e provocatori di Pasolini, scritta nel 1966, Orgia è la prima di sei tragedie. Nel suo Manifesto per un nuovo Teatro (1969), lo scrittore teorizzò il “teatro di parola”, insieme antico e innovatore, dichiaratamente elitario e proprio per questo paradossalmente democratico. Opposta alla cultura di massa, questa forma d’arte “democratica”, affonda le sue radici nella tradizione e in particolare nel teatro greco. La notte che precede una desolata Pasqua padana, due coniugi piccolo borghesi vorrebbero vivere l’Orgia, il delirio preparatorio al sacrificio. La cerimonia, però, non ha nulla di sacro perché è priva del simulacro divino. È il tempo del silenzio di Dio.














