Parodie da Cavalcanti fino al Novecento: "Theatrum Mundi Show" al Teatro Libero
Pippo Di Marca in "Theatrum Mundi Show"
Uno spettacolo allucinato e allucinante, che propone poesie che vanno avanti e indietro nel tempo, viste e riviste con maschere nuove o antiche: il 10 e l'11 maggio alle ore 21.15 va in scena al Teatro Libero di Palermo "Theatrum Mundi Show".
Lo spettacolo, prodotto dal Florian/Metateatro di Pescara, è stato ideato da Pippo La Marca che oltre a selezionare i testi è protagonista, in scena, insieme a Gianni De Feo, Fabio Pasquini e Anna Paola Velaccio.
"Theatrum Mundi Show" è una summa della poesia occidentale da Cavalcanti fino al Novecento, un continuum che parla degli orrori e delle assurdità di sempre non solo con le voci dei poeti puri, ma anche grandi della letteratura, della filosofia, del teatro, del cinema, di ogni epifania della dimensione umana che possa essere ascritta alla famiglia allargata della poesia.
Affidati alle voci dei quattro attori e a un flusso di immagini e di visioni sfilano con Joyce, altri "quaranta ladroni di poesia" – tra cui, Villon, Dante, Rabelais, Marlowe, Eliot, Nietzsche, Holderlin, Majakovskij, Kafka, Pound, Rimbaud, Baudelaire, Lautrèamont, Beckett, Fellini – concorrendo a estrarre lacerti di bellezza dalle insondabili profondità delle miserie e delle macerie umane.
Lo spettacolo, prodotto dal Florian/Metateatro di Pescara, è stato ideato da Pippo La Marca che oltre a selezionare i testi è protagonista, in scena, insieme a Gianni De Feo, Fabio Pasquini e Anna Paola Velaccio.
"Theatrum Mundi Show" è una summa della poesia occidentale da Cavalcanti fino al Novecento, un continuum che parla degli orrori e delle assurdità di sempre non solo con le voci dei poeti puri, ma anche grandi della letteratura, della filosofia, del teatro, del cinema, di ogni epifania della dimensione umana che possa essere ascritta alla famiglia allargata della poesia.
Affidati alle voci dei quattro attori e a un flusso di immagini e di visioni sfilano con Joyce, altri "quaranta ladroni di poesia" – tra cui, Villon, Dante, Rabelais, Marlowe, Eliot, Nietzsche, Holderlin, Majakovskij, Kafka, Pound, Rimbaud, Baudelaire, Lautrèamont, Beckett, Fellini – concorrendo a estrarre lacerti di bellezza dalle insondabili profondità delle miserie e delle macerie umane.
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