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Prima nazionale de "La Maschera"

Nella Sala Scarlatti del Conservatorio Vincenzo Bellini, andrà in scena in prima nazionale "La Maschera", Opera per ragazzi del compositore Virginio Zoccatelli. Si tratta di una produzione sperimentale del Conservatorio siciliano che coniuga diverse espressioni artistiche quali la recitazione, la danza, la musica e il canto per dare forma ad un tessuto narrativo che evoca la ricerca profonda dell'uomo verso la felicità, il suo desiderio di superare le inquietudini che ne scandiscono il suo percorso esistenziale.

Una riflessione che lascia spazio al gioco e alla leggerezza che sono propri dei bambini. Una fiaba allegorica e onirica che ci trasporta verso "luoghi altri", popolato da creature fantastiche che suggeriscono allo spettatore l'esistenza di una dimensione perduta che sappiamo essere da sempre vicina.

Vitruvio, bambino nato nell'antica Grecia, è infelice perché si sente rifiutato dai suoi genitori. Questa condizione lo spinge a celarsi al mondo nascondendosi dietro una maschera (da qui il titolo). Fino al giorno in cui, con un viaggio fantastico a bordo del carro del sole, fugge in un bosco animato da folletti, animali e da un saggio.

L’opera, realizzata a cura di Giuseppe La Rosa in collaborazione con il Laboratorio di Teatro musicale del Conservatorio, è diretta dall’autore stesso, per la regia di Eva Drammis (che cura anche le luci) e le coreografie di Silvia Giuffré. A fianco di attori professionisti quali Domenico Bravo, Viviana Lombardo, Antonio Raffaele Addamo e Daniele Profeta, si cimentano giovanissimi intepreti al loro esordio sul palcoscenico (Emmanuel Caronna, Giulia Taddeo, Alice Giuffrida).

L'Orchestra giovanile del Conservatorio, un Coro di voci bianche e il Corpo di ballo sono parte fondamentale di un allestimento che, per originalità e pregio artistico, rappresenta per Palermo, in un momento storico che la vede candidata Capitale della Cultura Europea, una espressione artistica di grande valore. In Paesi come la Francia la danza è addirittura disciplina interna nei conservatori, mentre nel nostro Paese troppo spesso le arti vengono trattate come mondi separati.

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