Quattro puttane per un giullare
Regia di Rosaria Favarò. In un periodo storico in cui la promessa del futuro è disattesa, la paura calca il centro della scena costringendoci a precipitare nella realtà senza difese. La parola negata, allora, è al centro di uno psicodramma che vede come protagonista un giullare, ormai incapace di fare ridere, i cui fantasmi vengono costruiti, rappresentati, rimossi proprio per sfuggire al potere della storia, della cultura, del linguaggio. Inevitabile quindi la caduta del soggetto nei meandri dell'inconscio che sperimenta la disintegrazione dell'io mentre assiste, inerme, alla crisi della propria identità contrassegnata dall'intercambiabilità delle sue parti aguzze e taglienti che come ombre di vetro lo rilegano in una prigione di senso














