"Quijote y Sancho": il suono protagonista dello spettacolo di Lelio Giannetto
Il suono, nella doppia veste di sollecitazione acustica e di parola, come ambiente che avvolge e stimola l’immaginazione. Il suono come canale cruciale della percezione, che apre mondi sconosciuti e alimenta sorgenti inesauribili.
Gioca con i sensi, ma non perde di vista la solennità dell’ascolto, lo spettacolo "Quijote y Sancho", ideato e diretto da Lelio Giannetto, di "Curva Minore", con Preziosa Salatino, Emilio Ajovalasit e la collaborazione del Teatro Atlante, dell’Instituto Cervantes, curatore dei testi del Don Quijote, e dell’associazione Amici dei musei siciliani.
Ogni spettatore siederà a distanza l’uno dall’altro, con una benda sugli occhi, piccolo ma potente grimaldello per entrare nella dimensione esclusiva del sentire.
Alcuni attori e performer inizieranno a muoversi attorno al pubblico e pronunceranno brevi frasi tratte dal Don Quijote.
Si svilupperà così una suggestiva circolarità narrativa e un singolare cambio di passo con la musica, eseguita dalla Sicilian Improvisers Orchestra. Lo spettacolo è stato pensato per un pubblico di trenta persone alla volta, per una durata di venticinque minuti, a partire dalle 18.30 e fino alle 23.
"Le vie dei tesori" propone ai cittadini un’alleanza nel segno della cultura, della conoscenza, della riappropriazione degli spazi. E di contro, offre ai visitatori esterni un sistema-Palermo ricco di itinerari, di nuove prospettive, di nuovi spunti di dialogo, di nuove forme di accoglienza.
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