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Uno scrigno di angeli e putti serpottiani nel cuore di Palermo: l'Oratorio di Santa Cita apre le porte

  • Restart 2021
  • Oratorio del Rosario di Santa Cita - Palermo
  • Dal 9 luglio al 28 agosto 2021 (solo venerdì e sabato)
  • Dalle 19.00 alle 23.30
  • 3 euro (online), 4 euro (direttamente sul posto)
  • Biglietti acquistabili online oppure (se disponibili) direttamente sul posto a partire dalle ore 18.00. È attivo il delivery ticketing inviando una mail a info@restartpalermo.it per il pagamento in contanti e il recapito del biglietto a domicilio (con 1 euro aggiuntivo)
Balarm
La redazione

I putti realizzati da Giacomo Serpotta all'oratorio di Santa Cita a Palermo

In occasione di RestART, il festival che apre in notturna alcuni dei più bei siti di Palermo, tornano visitabili i quattro oratori serpottiani tra cui quello del Rosario di Santa Cita, situato nel centro storico di Palermo e adiacente all'omonima chiesa.

L'oratorio fa parte dei cinque monumenti architettonici del circuito I Tesori della Loggia, assieme all'oratorio di San Domenico, la chiesa di Santa Cita, la chiesa di San Giorgio dei Genovesi e la Chiesa di Santa Maria in Valverde.

Le visite sono in programma dal 9 luglio al 28 agosto, ogni venerdì e sabato, con turni ogni mezz'ora dalle 19.00 alle 23.30 prenotando il proprio ticket online sul sito della manifestazione oppure (se disponibile) direttamente sul posto a partire dalle ore 18.00.

Per chi non usa la carta di credito è possibile usufruire del delivery ticketing inviando una mail a info@restartpalermo.it e richiedendo il recapito del biglietto a domicilio e il pagamento in contanti a domicilio (con 1 euro aggiuntivo).



Edificio del Seicento fondato dall'omonima Compagnia del Rosario di Santa Cita, esso rimarca lo schema tipo dell'oratorio come luogo di assemblea e di culto, con funzione liturgica e allo stesso tempo sociale e con la netta contrapposizione architettonica tra l'esterno evidentemente modesto e l'interno ampiamente adorno.

Di notevole interesse l'aula oratoriale, interamente decorata da Giacomo Serpotta tra il 1686 e il 1718, il quale fu incaricato di decorare in stucco il vasto ambiente, inserendovi numerosi angeli e putti dalle espressioni e posizioni estremamente libere e plastiche che sembrano giocare tra di loro, arrampicandosi sulla cornice delle finestre, facendo capolino da ghirlande floreali, voltando le spalle in maniera irriverente.

Ancora più sorprendente, poi, sono l'altare maggiore, delimitato da pregiate cantorie e reso ancora più ricco da una bella tela di Carlo Maratta raffigurante la Madonna del Rosario, e il catino presbiteriale quadrangolare, decorato sempre dal Serpotta tra il 1717 e il 1718 con l'aggiunta di due statue raffiguranti Giuditta ed Ester.

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