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Green à Porter: quando la moda è ecologica

Una sfilata con abiti, borse, cappelli, gioielli fatti a mano con materiali naturali, riusati o riciclati, soprattutto locali e a km zero

Balarm
La redazione
  • 20 aprile 2010

Può la moda essere green, amica della natura, attenta ai temi del riciclo delle materie prime? L'associazione “Impronta Leggera” di Bologna, che da tempo promuove pratiche e stili di vita sostenibili, è convinta di sì e per questo ha creato il marchio Green à Porter, ovvero, verde da indossare. Domenica 18 aprile alle ore 20, stilisti e creativi, circa ventitre, provenienti da Palermo, Catania e Trapani, hanno mostrato le proprie creazioni all'atelier del Montevergini (via Montevergini 8, Palermo) in un evento-sfilata dal titolo “La creatività incontra l’etica e l’ecologia”, tra abiti, borse, cappelli, gioielli realizzati a mano con materiali naturali, riusati o riciclati, e soprattutto locali, a “chilometri zero”.

Durante l’evento di domenica, patrocinato dalla Provincia Regionale di Palermo, la Città di Palermo, l’Assessorato al centro storico, l’Assessorato alle attività culturali, e l’Assessorato Ambiente, è stato proiettato il cortometraggio di Nino Bonomolo dal titolo “Lorenzo Vacirca”, parodia del consumismo e dei suoi effetti nella vita di ogni giorno. La direzione artistica della sfilata è affidata a Skip la Comune, la parruccheria-galleria palermitana da anni impegnata nella moda e nel sociale, mentre il coordinamento artistico a Marta Sacco. L'iniziativa ha dato visibilità alle creazioni di artisti, artigiani e creativi che vivono e lavorano, spesso nell'ombra, ma ha anche promosso comportamenti responsabili che sostengono l'economia locale e riducono la produzione di gas serra.

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