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Aiutiamoli a casa loro, davvero: a Palermo un artista di strada decora la casa dei Rom

Tutto e Niente ha decorato il prospetto di una casa nel quartiere di Ballarò, a Palermo: sul muro i volti di Peppino Impastato da piccolo, Cristo e un gruppo di bambine

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 30 luglio 2019

L'intervento di "Tutto e Niente" a Ballarò

«Da quando sono arrivato a Palermo frequento la comunità dei Rom, prima andavo spesso al campo della Favorita e trascorrevo del tempo con loro». Sono le parole dell'artista che in arte si fa chiamare Tutto e Niente, conosciuto anche come l'artista del Capo, che qualche giorno fa ha realizzato un murale a Ballarò molto significativo.

In un basso malconcio vive una numerosissima famiglia Rom, il prospetto della casa era tinto di rosso, l'artista che passando di la si è imbattuto in tantissimi bambini che vivono per strada a piedi scalzi, ha deciso di dargli una mano e di sistemare il prospetto della loro casa. Ha tinto tutto di celeste e ha disegnato tre soggetti che gli stanno a cuore: Peppino Impastato da giovane, Cristo e e un gruppo di bambine.

«I Rom vengono spesso additati di essere dei ladri - aggiunge l'artista - in realtà sono una comunità antica con delle loro credenze convinzioni e usanze. Sono molto rispettosi e basta poco per conoscerli aldilà delle apparenze. Con la mia arte, mi piace fare come si fa con un libro, sottolineare le parti che trovo più interessanti di essere attenzionate. Io le metto in evidenza, poi se si creano altre connessioni bene».

"Tutto e Niente" stava lavorando in vicolo Brugnò (ne abbiamo parlato qui) quando si è imbattuto in questa enorme famiglia e in poco tempo, passando davanti la loro casa spesso, sono diventati amici.

«A poco a poco rifarò tutta la casa, è l'umanità che spesso risolve le cose - continua l'artista - ho già in mente di realizzare una madonna Gipsy. Mi piace lasciare degli spunti di riflessione sui muri, come Peppino Impastato da piccolo prima che diventasse eroe antimafia, quando non era un simbolo, in tutta la sua purezza. O Cristo che io trovo un uomo molto rivoluzionario e anarchico. Quelli loro sono stati dei gesti eterni che meritano di essere ricordati. Poi c'è un gruppo di bambine come archetipo di speranza».

La famiglia sebbene viva in condizioni molto precarie e di abbandono è disponibile e gentile, e qualche residente si è anche affezionato.

«Il mio intervento non è un evento bensì un'azione - conclude Tutto e Niente - l'ho fatto gratuitamente ed è stata una mia scelta, la loro casa era la più malconcia della strada e ho deciso di aiutarli, il senso dell'arte di strada per me è anche questo, prima era tutto molto più brutto, adesso è migliorato. Se Peppino fosse ancora vivo sono certo che sarebbe contento di questa azione».

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