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Bentornate Province siciliane, amiche mie

Erano state abolite, ma dopo 4 anni di commissariamenti, di ignota attività, tornano in pompa magna le "Province", quelle senza la "i" ma con le elezioni

Carmelo Di Gesaro
Imprenditore e blogger
  • 20 luglio 2017

Tornano le Province in Sicilia e con loro, il solito dubbio: ma la "i" si mette o no?

Erano state abolite con l'intento di non mettere mai più in imbarazzo migliaia di aspiranti candidati nei loro volantini. Si occuparono dell'evento le maggiori testate nazionali, internazionali e trattandosi di un intervento voluto dal Presidente Crocetta, persino quelle extraterrestri. Vennero tolte le "selezioni col voto" e introdotti i commissari senza scadenza.

Ma dopo 4 anni di commissariamenti, di fermo biologico, di ignota attività, tornano in pompa magna le "Province", quelle senza la "i" ma con le elezioni.

L'associazione per la tutela dei tipografi acculturati si è dichiarata "felice per l'accadimento". "Un effetto drammatico immediato" invece, per l'associazione "Parenti di un candidato per tutte le poltrone". Imbarazzo anche all'interno delle istituzioni, a cominciare proprio dal Presidente Rosario Crocetta, che ne aveva promosso e ottenuto l’abolizione si dice per fini personali: l’insopportabile dover ripetere due volte le parole e scandirle lentamente per farsi capire.

Lui, gelese, affetto dal notorio inciampo di dizione sulle “c, g, d, p e b", tipico della provincia nissena, faceva effettivamente fatica a dibattere "di quegli affari dovuti a quelle cose riferite a quelle zone con le "c" alla fine della parola! Non ci bastava la difficoltà per la scelta di shakespiriana memoria sulla "i". Pure le "c" ci si dovevano mettere! Via quella carica insolente!

E dunque arrivò il giorno.

Da allora, da quell’abolizione, tutta la Regione ne aveva tratto un piacere sostanziale. Anche perché nella parola “commissario” la lettera “c” è all’inizio e non fa difetto di “pronungia".
Ne avevano ottenuto "infinito beneficio" persino le piccole comunità delle montagne, da anni in lotta con il problema della viabilità. Dal 2013 infatti, non essendoci più le istituzioni preposte al controllo non esistevano più i problemi annessi.

"E se non esistono più le Province, possono mai esserci le provinciali?”
"NO!”


E infatti, per cinque anni, "nessuno" si è più posto il problema delle strade e del loro mantenimento.
Problema risolto.

Intanto all'Ars, visto il clamoroso successo per il reintegro delle Province, si preparano nell'ordine e prima della fine del mandato: il ristabilimento dei feudi, la scelta di una colonia da conquistare (si vocifera la Kamchatka), il ritorno del parruccone bianco ma solo in inverno, lo "ius primae noctis” ma solo per il Presidente dell'Assemblea, l'obbligo del vestito nero nei sette anni di lutto ed infine, il più gradito all'area morigerata del palazzo e in rispetto alla legge sulle “quote rosa”, il lenzuolo fuori al balcone per verificare l'effettiva verginità delle donne.

Ma solo quelle da candidare. Per gli uomini invece, basterà il tradizionale bacio sulla bocca. Ad libitum...

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