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Brutta e rugosa, ma buonissima: la "faccia di vecchia", cugina dello sfincione siciliano

A metà tra pizza e sfincione tradizionale, di forma più irregolare e tendenzialmente ovale, ha un suo gusto particolare che, subito, fa dimenticare il suo nome insolito

Balarm
La redazione
  • 8 luglio 2021

La Faccia di Vecchia

Accade raramente che bruttezza superi bontà, ma a volte sulle tavole della più antica tradizione siciliana il binomio funziona.

È il caso della famigerata “faccia di vecchia”, la gustosissima focaccia nata Torretta, nel Palermitano, e presto diffusa nei dintorni.

A metà tra pizza e sfincione tradizionale, di forma più irregolare e tendenzialmente ovale, ha un suo gusto particolare che, subito, fa dimenticare il suo nome insolito, dovuto probabilmente, ad un aspetto non proprio invitante.

Oltre all'impasto simile a quello della pizza, i tre ingredienti principe sono la salsa di pomodoro, la cipolla e immancabile il cacio cavallo, ingredienti che ricordano la "conza" del cugino sfincione.

Sul nome sui generis ci sarebbero un paio di versioni.

La prima sarebbe da attribuire all'aspetto rugoso, pieno di increspature e rigonfiamenti, che la focaccia assumerebbe non appena viene a contatto con le alte temperature del forno (preferibilmente a legna) e poi con l’aria fredda, appena sfornata.



La seconda, invece, sarebbe da attribuire alla prassi messa in pratica dalle nonne di una volta, le “vecchie” appunto, ovvero quella di recuperare gli scarti della pizza, riarrangiati nella focaccia di cui vi stiamo raccontando.

Essendo scarto, già manipolato più volte, la pasta della faccia di vecchia ha una consistenza diversa, però, dallo sfincione, che risulta più morbido, e in tutti i casi tra coloro che la fanno la ricetta viene tramandata come un segreto a cui è difficile accedere.

Se andate a Torretta a gustare l’originale "faccia di vecchia" preparata dal famoso "zu Caliddu", dai torrettesi detto anche "Caliddu acieddu", in un secondo vi dimenticherete del nome perché la bontà di questa preparazione vi distoglierà dalla questione al primo morso.

Come sempre avviene sono le mani di chi impasta a fare la differenza, tanto per la ricetta della pasta, quanto per quella della salsa, anche questa top secret.

Nel tempo è spuntata una versione più ricca di ingredienti che prevede l’aggiunta di alici sott’olio, che aggiungono quel retrogusto saporito in più, sempre tradizionale siciliano.

Sempre da Zu Caliddu, nel suo forno storico (perché nel tempo la produzione della faccia di vecchia si è diffusa nel Palermitano), si realizza la versione che vede la ricotta sostituire il caciocavallo.

È possibile gustare, inoltre, la versione "bianca", senza salsa di pomodoro, o la versione, pensata per i più piccoli, dai palati più delicati, senza acciughe né formaggio.

Quel che è certo è che se provate questa tipica focaccia di Torretta - che per la sua fama è finita pure sul Gambero Rosso come tappa fissa da non perdere di passaggio in Sicilia - non la dimenticherete più e, ben presto, sarà anche vostra la consuetudine di ordinarne due alla volta.

Che faccia di vecchia sia allora!
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