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Come ti porto i giovani "dentro" la chiesa: a Palermo c'è un parroco da 10mila followers

Padre Dario Chimenti, parroco della parrocchia di Sant’Alberto Magno, grazie ai social ha trovato un nuovo strumento di condivisione che parla ai più giovani (e non solo)

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 11 marzo 2021

Padre Dario Chimenti

Da circa un anno e mezzo Padre Dario Chimenti è parroco, al suo primo incarico, della parrocchia di Sant’Alberto Magno a Palermo.

Un anno certamente complicato che però, nella difficoltà, ha permesso a Padre Chimenti di trovare vie alternative, per quanto già note, per essere vicino ai fedeli, seppur a distanza e in sicurezza.

«Come disse Papa Benedetto XVI nella Giornata internazionale della Comunicazione - ci ha detto Padre Chimenti - il web è un continente abitato dove la Chiesa non può permettersi di non parlare.

Su questa riflessione, da quando è stato possibile fare le dirette sul canale Facebook, ho cominciato ad utilizzare questo mezzo sempre per condividere la fede cristiana.

I social sono certamente più frequentati dalle nuove generazioni ma mi sto accorgendo che, piano piano, anche gli over 60 (ci dice sorridendo) si stanno lentamente abituando a questa nuova opportunità che, dal lockdown dello scorso anno, spesso è l’unico mezzo per poter comunicare in più persone o condividere un momento di preghiera collettivo».



La sua pagina Facebook è superato la quota dei diecimila seguaci mentre quella della parrocchia di Sant’Alberto Magno - ci ha detto Chimenti con una punta di sano orgoglio - ha raggiunto i 8.000 followers, segno che le sue attività sono state bene accolte e vengono sempre più condivise.

«Posso dire con gioia che alla comunità della parrocchia si sta affiancando quella che viene definita una community più ampia e di questo non posso che essere felice.

L’ultimo progetto che ho lanciato si chiama “Narrazione della vita - La fede in Dio” e vuole raccontare storie semplici di famiglie comuni. Ritengo che ogni storia è bella e parla di Dio; per la prima puntata ho coinvolto una famiglia che conoscevo già bene ma ne ho contattate già altre.

Il riscontro della prima puntata è andato bene quindi penso continuerò anche se ancora non ho ben chiaro con quale frequenza».

Questo però è solo l'ultimo di tanti altri progetti sul web nati sempre per coinvolgere i giovani e condividere la fede cristiana e il messaggio che poi, di presenza, si condivide in chiesa.

«Anni fa lanciai il progetto "Cucina Cattolica": su un canale Youtube caricavamo puntate in cui presentavamo i piatti tipici della tradizione legati alla festa di un santo.

Per esempio abbiamo presentato la pasta con le sarde per la festa di San Giuseppe o il porcellino di marzapane che originariamente si consumava per la festa di Sant’Antonio Abbate.

La cosa bella era - ha continuato Padre Chimenti - che io chiedevo ai ragazzi di trovare loro un piatto legato alla storia di un santo e chiedevo, facendoli studiare dunque, di scrivermi i testi.

Insomma era un modo per condividere e creare insieme».

Padre Chimenti ha entusiasmo da vendere che riversa in questi video che, ci ha rivelato, monta pure da solo mostrando anche una buona capacità tecnica.

«Ho voluto investire in questa nuova forma di comunicazione, comprando tutta la strumentazione necessaria per realizzare questi video con la giusta qualità da rendere ai miei fedeli. Faccio quasi tutto da solo ma il mio obiettivo è sempre quello di coinvolgere giovani e creare comunità.

In questo periodo di Quaresima in determinati giorni, ogni settimana, faccio la catechesi o la Via Crucis in streaming in attesa di ritornare alla normalità; la settimana scorsa anche il Vescovo si è collegato per un saluto alla comunità.

La base della comunicazione è e rimane la carne, però è la via prioritaria per condividere la dottrina di Dio. La presenza fisica deve conferisce credibilità alle testimonianze del web».
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