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Da architetto squattrinato a pasticcere parigino: Gandolfo e la sua seconda vita

Si è laureato a Palermo, per caso ha inviato un curriculum a Parigi e da quel momento la sua vita è cambiata: oggi gestisce una squadra di pasticceri da Eataly

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 29 maggio 2019

Gandolfo Notaro

I suoi dolci sono dei piccoli trionfi di colore e geometrie, piccole opere d'arte da mangiare a morsi e prima ancora con gli occhi, sono super apprezzati da Eataly a Parigi. Gandolfo Notaro quarantenne originario di Milazzo si è laureato in architettura a Palermo più di dieci anni fa, ma evidentemente quando ha intrapreso l'università la sua vera strada doveva ancora scoprirla.

A ottobre del 2011 la vita di Gandolfo era ad una svolta, ma lui ancora non lo sapeva, aveva da poco perso un lavoro come architetto ed era un cassintegrato, lavorava come cameriere in alcuni ristoranti di piazza Marina a Palermo.

Un giorno incontra una ragazza in Vucciria e parlando le racconta della sua frustrazione lavorativa, questa gli risponde con la proposta di inviare il suo curriculum a Parigi in un nuovo ristorante che sta per aprire e dove anche lei a breve andrà a lavorare.

Presto detto, Gandolfo in brevissimo tempo, invia il curriculum, viene preso, molla tutto quello che stava facendo a Palermo e parte alla volta della città più romantica del mondo. Dal 2011 ad oggi la sua ascesa professionale è stata graduale ma costante.

Ha cominciato come pasticcere in nella pasticceria Odeon, poi ha proseguito come Chef pasticcere per sei anni nel centro commerciale Le Bon Marché e a febbraio del 2019 è stato assunto da Eataly Parigi aperto da pochissimo. Qui Gandolfo è manager e dirige una squadra di sette pasticceri: «Sono felice - racconta a Balarm - anche se sento forte il peso della responsabilità. Non mi aspettavo che sarebbe successo che diventassi manager di pasticceria».

Tutto sommato secondo lui: «Il percorso che ho fatto è molto lineare, - spiega - la laurea in architettura mi è servita: i pasticcini sono per me come dei piccoli progetti che abbellisco e decoro secondo i miei gusti».

Alla domanda ma ti manca Palermo risponde: «Mi manca tanto e me ne accorgo ogni volta che ci ritorno, perché si sta bene, c'è il cielo azzurro. Al tempo stesso però devo dire che non sarei pronto a ritornare, c'è una mentalità troppo retrograda, molta maleducazione, atteggiamenti mafiosi, mi manca Palermo ma va benissimo passare in Sicilia qualche giorno in estate. Non rinuncerei mai è la mia condizione attuale che ho conquistato a Parigi».

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