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Dal Monte Rotondo sogna di fare cinema: chi è Sandy, che sceglie la sua Ciminna

Affascinata dalle gesta di Luchino Visconti con il suo “Gattopardo”, in lei crebbe la volontà di fare arte cinematografica e lanciarsi nel settore: vi raccontiamo la sua storia

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 2 febbraio 2026

Sandy Scimeca

“L’Italia è come il serpente: cambia la pelle, ma solo quella”. Correva l’anno 1998, e le parole di Indro Montanelli fecero rumore. Tanto rumore. Nel frattempo, in un piccolo borgo del palermitano, a distanza siderale dagli ambienti filosofici, nacque una bambina. Il suo nome era Sandy Scimeca.

Una siciliana di nome Sandy? È statunitense? Nulla di tutto questo (è ciminnese purosangue). Sin dai primi passi mossi, Sandy mostrava un forte legame con la sua terra. Un rapporto di amore e odio, figlio di una forte volontà: inserirsi nel tessuto sociale. Affascinata dalle gesta di Luchino Visconti con il suo “Gattopardo”, in lei crebbe la volontà di fare arte cinematografica e lanciarsi nel settore.

Il resto è tutto da scoprire. Messo a tacere l’aspetto introduttivo, è tempo di cogliere i pensieri di questa giovane donna. L'ho incontrata all’interno dell’Opera Museale, la chiacchierata tocca temi e argomenti di notevole interesse. Laureata in Nuove Tecnologie dell’Arte indirizzo Cinema e video presso l’Accademia delle Belle Arti di Palermo, suona forte il raggiungimento di nuovi obiettivi.

Quali? Emergere in un campo, appunto quello cinematografico, che vede oggi molti interpreti siciliani emigrare verso nuove frontiere. Sandy comprende le difficoltà, scruta con attenzione quanto sia complessa la situazione sicula e, nonostante gli ostacoli da superare, il suo pensiero corre (velocemente) alla terra natìa.

La sua vita è suddivisa tra il dottorato (in Mediascape, Ricerca e Produzioni Artistiche Transculturali) e la realizzazione (entro tre anni) di un progetto di ricerca che si concluderà con la tesi dottorale e la realizzazione di un film documentario. Disseminata tra libri e progetti, ha, inoltre, iniziato le attività di volontariato. Da qualche anno è entrata a far parte della Genesis.

È un membro attivo, partecipa in pianta stabile alle attività dell’associazione. E la stessa visita è un valore aggiunto. Perché? Nella bellezza dei tesori conservati ( e da non perdere), il racconto spinge il turista a cogliere ricche sfumature del comune palermitano. Devota ai riti religiosi e alle usanze popolari, ci contagia con curiosità e aneddoti legati al territorio.

«Per me Ciminna è un mondo ricco di storia e leggende che sin da piccola hanno contribuito al mio immaginario, pieno di luoghi magici in cui si respirano tradizioni e antiche credenze. Luoghi che stanno nel mio cuore ovunque io vada. Tra questi cito il Monte Rotondo. È una collina che protegge il mio paese. Pieno di misteri e storie fantastiche, ha una forma strana (sferica). Raggiunta la vetta, inizio a fantasticare».

Da attenti curiosi vaghiamo nei suoi pensieri. Chissà se le fantasie e i sogni (di Sandy) la spingono a quel lontano 1962 quando Ciminna divenne la capitale del cinema. Ripercorrere le orme di Luchino Visconti è quasi impossibile.

“Mai dire mai”. Nonostante la giovane età, ha le idee ben chiare. Attualmente detiene un piccolo record (insieme a pochi giovani della sua stessa età) e cioè di non essere andata via dal paese. Un dato di fatto, una piccola consolazione che mette a nudo i problemi legati all’entroterra siciliano.

«È difficile dire come vedo il mio futuro a Ciminna - ci racconda Sandy -. Come molti centri dell’entroterra siciliano, non possono esserci le stesse opportunità che offrono le grandi città. Bisogna trovare un equilibrio che si addice al proprio mestiere.

Per una carriera cinematografica la città ideale sarebbe la capitale, ma in un percorso artistico individuale, un borgo come il mio paese può offrire un perfetto luogo d’indagine». E se ci trovassimo di fronte a un talento siciliano? Ai posteri l’ardua sentenza.

Intanto, al netto di un paio di partecipazioni in altrettante pellicole, la speranza è l’ultima a morire. Senza dimenticarci delle parole di Indro Montanelli, Sandy non ha cambiato “pelle sicula” e la Sicilia non si faccia scappare una figura di spicco che potrebbe riservarci tante soddisfazioni.
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