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E se il Re Sole avesse origini siciliane? Mazzarino, il Cardinale e i suoi intrighi

Mazzarino centro medievale, oggi con poco più di diecimila abitanti sito in provincia di Caltanissetta, vanta un particolare primato che riguarda i "legami" storici con diverse famiglie nobiliari

Roberto Tedesco
Architetto, giornalista e altro
  • 10 gennaio 2022

Il cardinale Mazzarino

A Mazzarino, centro medievale, oggi con poco più di diecimila abitanti sito in provincia di Caltanissetta, oltre al maestoso castello di origine romano-bizantino, meglio conosciuto come “u Cannuni” per la sua caratteristica torre cilindrica, tra le straordinarie e suggestive vie della città è possibile ammirare un patrimonio architettonico di estremo interesse barocco. Tra questi, ricordiamo la Basilica SS. Maria del Mazzàro, dove al suo interno è esposto un quadro ligneo raffigurante la Madonna col Bambino sulle ginocchia ed accanto le vergini martiri di Sant’Agata e Santa Lucia, realizzato in stile greco-bizantino.

Ma oltre alle bellezze storico-architettoniche, Mazzarino, vanta un particolare primato che riguarda i “legami” storici con diverse famiglie nobiliari, ascendenti a Enrico di Lombardia, primo Conte di Mazzarino e marchese del Monferrato.

Tra i nobili, dell’era moderna, ricordiamo il principe Alberto II di Monaco che, dal 2017, ha avuto conferita la cittadinanza onoraria dal primo cittadino di Mazzarino, dott. Vincenzo Marino. Non è un caso che la Casa Grimaldi tra i numerosi titoli in suo possesso si può fregiare anche di quello di “Duca Mazzarino”.



A testimonianza di quanto affermato esiste nel Palazzo principesco di Montecarlo un salone da cui si accede alla sala del trono, appunto chiamato salone Mazzarino. L’attribuzione di questo titolo risale a quando una giovane discendente del potente Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino, Louise d’Aumont, sposò a Parigi nel 1777, il principe Onorato IV Grimaldi di Monaco.

Ma procediamo con ordine, partendo proprio da dove nasce la dinastia Mazzarino facendo un salto nel passato fino ad arrivare nel XIII secolo, quando l’eclettico illustre capostipite di nobile discendenza siculo-normanna, il Conte Giovanni, eroe del Vespro Siciliano, nel ringraziare Maria SS. del Mazzàro per averlo miracolato e ottenuto il Governo della Città, decise di farsi chiamare Mazzarino. Altresì il Conte adottò uno stemma araldico composto dal fascio littorio, per ricordare le origini romane della città, e una banda azzurra contenente tre stelle d’oro per ricordare la Patrona per la grazia ricevuta. Derivazione quest’ultima dall’araldica carmelitana. Egli era un uomo di grande intuito politico che gli permise di sfidare i potenti del tempo, i quali lo condannarono a morte.

Questo personaggio è il capostipite della nobile famiglia siciliana dei Mazzarino, che tre secoli dopo, diede i natali ad uno dei più grandi Capi di Governo francese, il Cardinale Mazzarino, nipote di di Girolamo, un nobile commerciante palermitano, che esercitava una fiorente attività di profumeria e di aromatari, nella zona dei genovesi e più precisamente nell’attuale piazza Garraffello, all'interno della Vucciria dove si trova l’omonimo palazzo.

Abbiamo chiesto al professore mazzarinese, Giuseppe Ferreri, autore del libro “Il Mistero Mazzarino” edito nel 2009, e tra gli artefici per dell’avvio della pratica per la concessione della cittadinanza onoraria all’esponente della Casa Grimaldi, come nasce il legame nobiliare di Mazzarino con le principali aristocrazie europee.

«Giulio Raimondo Mazzarino quando divenne cardinale di Francia volle esprimere la sua nobiltà di origine siciliana adottando lo stemma dell’antico casato mazzarinese. Questa iniziativa non bastò ai francesi perché lo consideravano un intruso nella vita politica governativa. Il Cardinale divenuto potente politicamente acquistò un titolo di Duca in Francia che gli consentiva di partecipare al consiglio della corona. Il ricco porporato decise che alla sua morte il titolo, e tutte le ricchezze che lo sostanziavano, venissero ricordate per la posterità. Non avendo figli decise di donarlo alla propria nipote Ortensia con l’obbligo di farsi chiamare Duchessa Mazzarino».

E sulle ipotesi che il re Sole fosse il figlio di una relazione segreta fra la regina e il cardinale Mazzarino, spiega che «Secondo alcune indiscrezioni di corte, non è da escludere che l’augusta sovrana, moglie di Luigi XIII, essendo rimasta insoddisfatta per vent’anni dal menage familiare rimase folgorata dalla prorompente personalità dell’aitante porporato siciliano. Infatti, quando si trovò dinanzi il fascinoso cardinale lo accolse molto benevolmente e lo nominò primo ministro di Francia.

I due ogni sera si incontravano nelle segrete stanze del Louvre per discutere e accordarsi su importantissimi atti politici-amministrativi, non escludendo che si potessero consumare altri tipi di “atti”. Se non il padre di Luigi XIV fu sicuramente il “padrino” nell’accezione tipica siciliana, di essere il maestro educatore e formatore del carattere della personalità del Delfino di Francia.”

Ma chi era il Cardinale Mazzarino, un “potente e influente politico francese” o “uno strumento di Dio dedito alla salvezza delle anime”? «Di certo il Mazzarino non fu mai un sacerdote, anche perché fu nominato direttamente cardinale e capo del governo francese, grazie alle sue capacità diplomatiche e affabulatorie, notate dal predecessore cardinale Richelieu che, prima di morire raccomandò a Luigi XIII di servirsi dell’attivismo politico del Mazzarino.”

Il nostro cardinale fu un grande mecenate dell’arte e della musica italiana che promosse in tutte le corti europee. Egli fece realizzare la Bibbia in caratteri tipografici al fine di diffondere gli insegnamenti religiosi, sia ai cattolici che ai protestanti, dimostrando di possedere orizzonti culturali sconfinanti.

Fu l’artefice del più importante accordo di pace d’Europa e come buon siciliano, alla sua conclusione promosse il matrimonio fra il Delfino di Francia, Luigi XIV e l’infante di Spagna al fine di consolidare il potere economico e politico fra le due corone. «Il cardinale Mazzarino” conclude il professore Ferreri “non fu uno strumento di Dio ma forse fu l’interprete dei disegni della provvidenza in Europa nel 1600».
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