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È un'Icona a tutti gli effetti e c'è pure chi l'ha tatuata sul corpo: la Trinacria, tra storia e curiosità

Quali sono la storia e il significato di questa figura, che dall’antico Oriente è arrivata fino al vessillo giallorosso della nostra isola? Per scoprirlo dobbiamo andare molto indietro nel tempo

Claudia Rizzo
TV producer
  • 15 agosto 2021

La Triscele, xilografia di Giuseppe Barberis

Dalle ceramiche ai gioielli, dai souvenir ai tessuti, la si trova dappertutto. Perfino sulla pelle del bergamasco Ettore Consonni che, ricoverato a Palermo agli inizi della pandemia, è guarito dal Covid grazie ai medici e agli infermieri siciliani dell’Ospedale Civico.

No, ovviamente non parliamo della scritta 800A, che nel capoluogo campeggia in tutte le salse, ma della figura della Gorgone, con i serpenti al posto dei capelli intrecciati a spighe di grano e tre gambe piegate che nascono direttamente dalla testa.

È la Trinacria, una delle icone della Sicilia, forse la più rappresentativa, tanto da avere trovato spazio al centro della bandiera ufficiale della Regione, che è una delle più antiche al mondo e che fu utilizzata già nella rivolta antifrancese del Vespro Siciliano, scoppiata a Palermo il 30 Marzo 1282.

Ma quali sono la storia e il significato di questa figura, che dall’antico Oriente è arrivata fino al vessillo giallorosso della nostra isola? Per scoprirlo dobbiamo andare molto indietro nel tempo: in alcune città dell’Asia Minore, infatti, sono state ritrovate antiche monete risalenti al VI e IV secolo a.C. che testimoniano l’utilizzo della Triscele - 3 spirali unite in un punto centrale - come simbolo religioso rappresentante il dio Baal o il dio del sole nella sua triplice forma di primavera, estate e inverno.



I passaggi che l’hanno portata a diventare una triscele con al centro un viso non sono chiari. Quel che sappiamo è che i guerrieri spartani incidevano sui loro elmi e scudi una gamba piegata ad altezza del ginocchio come emblema di forza e coraggio, motivo per cui si è diffusa in Occidente. Fino ad arrivare a Siracusa, probabilmente grazie al tiranno Agatocle che, come scritto dallostorico Adolfo Holm, «aveva una speciale predilezione per il simbolo della Triquetra». Proprio nella città di Archimede sono state peraltro ritrovate monete risalenti al III secolo a.C. con l’effige a tre gambe.

Ma è soltanto in epoca romana che la Trinacria si trasforma e perde completamente la sua originaria connotazione religiosa, impreziosendosi con la figura di una testa di donna al centro e acquisendo altri significati legati alla storia dell’isola e alla sua conformazione geografica.

Come sappiamo, oggi le tre gambe rappresentano i tre vertici della Sicilia, ossia i promontori di Capo Boeo (a Ovest vicino Trapani), Capo Peloro (a Nord-Est vicino Messina) e Capo Passero (a Sud nei pressi di Siracusa). Tanto è vero che, secondo alcuni studiosi, la parola “trinacria” significa proprio “tre promontori“, dal greco treis (tre) e akra (promontorio).

Ma c’è di più. Perché la sua origine e la sua forma sono anche protagoniste di una curiosa eaffascinante leggenda. Si narra infatti che tre ninfe giramondo, viaggiando e danzando per la terra, raccogliessero le cose più belle che la natura offriva. Pietre, alberi, frutti, qualsiasi cosa. Arrivate nella Sicilia che conosciamo, baciata dal sole e con il cielo limpido e azzurro a contorno, la trovarono così bella che decisero di fermarsi. La danza, però, divenne sempre più incalzante e così tanto movimentata che le fanciulle sparsero in mare tutto il prezioso bottino.

Nei tre punti dove caddero i doni recuperati durante il viaggio, le acque del mare si aprirono ed emersero tre montagne: lo spazio tra queste si innalzò dall’acqua e nacque così la nostra splendida isola, con la sua particolare forma a triangolo. E non è finita qui. Perché questo simbolo dalle mille avventure, nella cultura popolare siciliana -scaramantici e superstiziosi ne saranno felici - è perfino considerato un talismano portafortuna. Non è un caso che la raffigurazione sia utilizzata dai ceramisti per decorare vasi e oggetti cheservono sì ad adornare case, balconi e pareti ma a quanto pare anche ad allontanare il malocchio e a scacciare per sempre gli influssi maligni.

Un tempo, infatti, la si posizionava dietro le porte di casa proprio con lo scopo di bloccare l’ingresso al male e proteggere le famiglie, assumendo un significato benaugurale e propiziatorionel momento in cui veniva regalato a qualcuno, in quanto anche metafora di fertilità, rinascita e purificazione.

Come mai? Basta conoscere i significati di ogni elemento e lo scoprirete:
- La testa: la testa della Gorgone nello specifico è quello di Medusa che, secondo la mitologia,pietrificava chiunque guardasse. Per questo motivo simboleggia l’allontanamento del male, nonché il suo annullamento definitivo attraverso la “pietrificazione”.

- Le gambe: le tre gambe piegate all’altezza del ginocchio, che spuntano dalla testa, richiamano i cambiamenti della vita e delle stagioni e per alcuni rappresentano la vittoria del sole sulle tenebre,ossia del bene sul male.

- I serpenti: i capelli della Medusa sono costituiti da serpenti, un animale simbolo di molte culture e religioni che, cambiandopelle, rappresenta rinnovamento e rinascita.

- Il grano: in alcune versioni, i serpenti sono intrecciati con delle spighe di grano, che stanno aindicare ricchezza e fertilità. Secondo alcuni storici, le spighe di grano furono aggiunte dai Romani, che consideravano la Sicilia come il loro “granaio”.
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