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Ferzan Ozpetek incantato da Palermo: il racconto del weekend del regista in città

Il regista de "Le Fate ignoranti" e "Napoli velata" è stato invitato a Palermo e promette di tornare presto: ecco dove è stato, chi ha incontrato e cosa è successo

Giulia Noera
Giornalista e nuotatrice
  • 13 aprile 2018

Il regista Ferzan Ozpetek sul tetto del Teatro Massimo di Palermo

«Sono state soltanto due giornate, ma sembrava di star qui da una settimana, tanto sono state intense». Ha detto il regista Ferzan Ozpetek al termine di un weekend a Palermo: credo, che alla fine ce l'abbiamo fatta (a fare una buona figura).

Il primo appuntamento pubblico (perchè il primo stop dall'aeroporto è stato in un gustosissimo ristorante di Isola delle Femmine, con vista mare) la sera, nella Sala delle Capriate dello Steri, sede ufficiale del rettorato.

Il film da proiettare in quell'occasione lo ha scelto direttamente il maestro, perchè aveva voglia di fare una chiacchierata su un tema molto attuale come la nuova povertà e quindi il pubblico ha avuto modo di rivedere "Cuore Sacro", pellicola un pò maltrattata alla sua uscita anni fa, ma che è stata certamente visonaria e che oggi, purtroppo, risulta molto attuale.

Un film delicato e bellissimo, che ci lascia intravedere l'anima buona in ognuno di noi. Gli ospiti hanno apprezzato moltissimo e la serata è filata via con due annunci molto importanti: il rettore Fabrizio Micari ha presentato la candidatura del maestro per la laurea honoris causa in Scienze dello Spettacolo ed il sindaco Leoiuca Orlando ha rilanciato con il conferimento della cittadinanza onoraria al regista. Prima certezza: Ferzan Ozpetek, tornerà presto a Palermo.

Con noi la prima sera, anche due persone che dedicano la loro vita ai più deboli e cioè don Enzo Volpe, sacerdote a Santa Chiara all'Albergheria e Clementina Cordero di Montezemolo, che si occupa di accoglienza ai minori non accompagnati.

Giornata magnificamente chiusa con una cena siciliana, del buon vino e un'ottima compagnia. Il venerdì, Ferzan Ozpetek era atteso all'Università, in viale delle Scienze, per un bagno di folla fra gli studenti e lui si è dato tantissimo, rispondendo alle tante domande dei ragazzi ma anche dei meno giovani che, non avendo avuto la possibilità il giorno prima di ascoltarlo e vederlo allo Steri, sono accorsi nell'aula magna della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale.

C'era sempre il rettore a fare il padrone di casa, e poi il direttore del Centro sperimentale di Cinematografia, Ivan Scinardo, Alessia Cervini, docente di Filmologia e Gennaro Schembri, docente di Storia e tecniche dei linguaggio audiovisivi.

E c'ero anche io, a godermi l'atmosfera bellissima che si è creata in quell'aula. Terminato l'incontro all'Università, il primo fuori programma (graditissimo!) per il maestro, che ha accettato l'invito del direttore della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso, che ha accompagnato tutti noi (insieme all'ottima guida Giovanni Scaduto) in una visita meravigliosa all'interno della Cappella Palatina e poi alla mostra "Sicilië, pittura fiamminga".

Dal suo profilo Instagram, il maestro ha ringraziato, postando un breve filmato accompagnato da una meravigliosa poesia. Forse forse... è il primo passo per convincerlo a tornare e girare qui a Palermo qualche scena del film che sta scrivendo in questi giorni. In ogni caso, ce la stiamo mettendo tutta!

Poi, pranzo di relax nella villa di Tommaso e Marcella Dragotto a Mondello, dove i tanti invitati si sono avvicendati per chiedere un autografo o semplicemente ascoltare il regista nei suoi racconti: d'altronde, i suoi film sono sempre stati spunto per le nostre riflessioni e ci hanno accompagnato per mano anche sui terreni scoscesi dei sentimenti, senza mai perdere di vista l'intensità e la leggerezza dell'animo umano.

Ma al pranzo, arriva anche il sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone e li il maestro, che negli ultimi anni si è cimentato anche nella regia teatrale (sua l'apertura del San Carlo di Napoli nel 2012 con "La Traviata") accetta l'invito di un giro in uno dei teatri più belli, grandi e prestigiosi d'Europa.

Arriviamo nel foyer e subito ci accompagnano sulle terrazze (una vista indimenticabile: anche qui, il maestro ringrazia su Instagram con un filmato) e dietro le quinte mentre un altro maestro, Jader Bignamini, dirige le prove de "I puritani".

Fine della visita e anche della seconda giornata: con gli occhi (ed anche le orecchie, in questo caso) colmi di bellezza, si va verso Punta Raisi.

Mentre camminiamo, lo osservo che riguarda i filmati che ha fatto, le foto, tutto quello che di Palermo conserverà nei prossimi giorni, il suo archivio personale: quello di un uomo e di un regista che ama i profumi e gli incanti dei luoghi, che ama i sentimenti e che, speriamo, avrà voglia di rendere alla nostra città quell'omaggio che tutti desideriamo. Chissà.

Il regista Ferzan Ozpetek va via da Palermo con gli occhi incantati e la promessa di ritornare al più presto. È stato invitato da Marcella Cannariato Dragotto, Presidente dell'associazione Fiori di Acciaio dopo una "promessa" che gli avevo strappato tempo fa.

Quando abbiamo espresso la volontà di riaverlo in città in via ufficiale, il rettore dell'Università degli Studi di Palermo, Fabrizio Micari, è stato subito entusiasta e abbiamo cominciato a fare progetti insieme, certi che l'accoglienza dei palermitani al maestro sarebbe stata calorosa.

Infatti, in corso d'opera, abbiamo avuto altri amici che si sono uniti al progetto e ci hanno dato una mano per fare bella figura: il sindaco Leoluca Orlando ed il presidente della Gesap Fabio Giambrone, due che in fatto di cultura hanno sempre saputo dove mettere le mani.

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