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"Ha assassinato oltre 600 uomini": all'estero si parla della palermitana Giulia Tofana

Nata a Palermo nel 15esimo secolo, è nota come "la più prolifica assassina della storia": la storia di Giulia Tofana raccontata dal sito americano The Vintage News

Balarm
La redazione
  • 5 novembre 2018

Capita per caso di rileggere storie antiche e legate alla tradizione della propria terra su siti dedicati a notizie storiche, curiosità e personaggi vissuti centinaia di anni fa.

A parlare della più famosa assassina sicliana, Giulia Tofana, è il sito americano "The Vintage News": un vero parco giochi per chi ama viaggiare (virtualmente) nel tempo andando alla scoperta di aneddoti e storie.

Ed ecco la storia, per chi non la conoscesse, di Giulia, che si è svolta nel periodo immediatamente successivo al Rinascimento: un'epoca in cui le donne non avevano alcun potere, né finanziaro, né politico, né sociale.

L'unico compito che dovevano svolgere era quello di sposarsi - spesso, si sa, contro la loro volontà - ed erano una proprietà: prima della famiglia di origine, poi dell'uomo che le prendeva in moglie.

I mariti, né i padri, non erano sempre gentili e colte, erano "uomini del loro tempo" e soprattutto nei bassifondi capitava che facessero vivere le loro donne nella povertà, che le facessero prostituire e che le malmenassero senza che alcuna legge le difendesse.

E per loro l'unico modo di salvarsi era la vedovanza.

Alla luce di questo quadro ecco che appare la figura di Giulia Tofana: figlia di Thofania d’Adamo, uccisa nel 1633 per l'omicidio di suo marito.

Giulia era una professionista delle pozioni e "aiutava" le donne di Palermo a salvarsi da matrimoni terribili, a diventare vedove insomma: accusata e giustiziata nel 1659 per questo, confessò di aver ucciso - o aiutato a uccidere - oltre 600 uomini.

La pozione letale si chiamava Acqua Tofana: arsenico, belladonna e piombo erano gli ingredienti principali di un intruglio di cui non si sa altro-.

Inodore e insapore, il veleno veniva venduto ufficialmente come "cosmetico" ma naturalmente le acquirenti lo mescolavano ai cibi o alle bevande da somministrare a padri e mariti.

La vera natura degli affari di Giulia fu scoperta dagli uomini dopo che una donna cambiò idea: comprò la pozione ma andando nel panico confessò al marito sia la sua idea che tutto ciò che sapeva della bottega della Tofana.

Da qui la storia si dirama in diverse direzioni: alcune versioni vogliono che Giulia sia riuscita a scappare nelle campagne, nascosta dalla folla inferocita di uomini perchè protetta da tutte le vedove sue clienti.

Un'altra versione vuole che sia scappata a Roma dove, non si sa bene perché, avrebbe tentato di avvelenare le acque potabili della grande città e uccidere centinaia e centinaia di innocenti.

In ogni caso si tende a credere alla versione che racconta che Giulia fu trovata e torturata: ha confessato l'uccisione di 600 uomini nell'arco di 18 anni per andare a morire nel 1659 a Campo de’Fiori insieme a sua figlia e agli impiegati della bottega.

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